giovedì 22 dicembre 2016

Acqua ... per tutte le età.

Siete abituati a bere solo l’acqua del rubinetto? Non che quella che esce dai tubi delle nostre case non sia perfettamente pura e sicura, ma la minerale è buona, sana e fa bene. L’Italia detiene il primato mondiale di consumo di acqua minerale: 189 litri l’anno, quasi il triplo degli americani. Del resto, la minerale fa bene a tutti, senza distinzioni. E poi, grazie all’incredibile varietà di tipi esistenti in Italia (almeno dieci), ciascuno può scegliere quella che più si adatta alle sue esigenze.
Come individuare l’acqua minerale che fa al caso nostro? Chi non ha voglia di approfondire troppo l’argomento, si può limitare a leggere l’etichetta, senza lasciarsi intimorire da tutte quelle voci un po’ oscure (come le caratteristiche chimiche e fisiche): basta basarsi sulla scritta sul davanti per capire se un’acqua stimola la diuresi, aiuta la digestione, è indicata nelle diete iposodiche o altro ancora.
 Altro dilemma: liscia, gassata o...? Gli irriducibili delle bollicine tengano in mente questa regola: occhio a non esagerare con quelle addizionate di anidride carbonica. Dissetano di più, ma provocano acidità e altri piccoli disturbi a livello gastrointestinale.
Ultimo dubbio: ci si può fidare dell’acqua in bottiglia? La risposta è sì, senza alcun problema. E non importa se la bottiglia sia di vetro o PET, il materiale che volgarmente chiamiamo plastica, ma che tale non è. La garanzia di purezza dell’acqua è comunque assoluta. L’importante è non esporre mai il contenitore al sole.
Di acqua minerale ce n’è di tutti i tipi e per tutti i gusti: da quelle consigliate a chi vuole perdere peso, a quelle ideali per gli amanti dello sport, fino a quelle che lo stesso medico suggerisce per prevenire alcune patologie come ipertensione o osteoporosi. Il difficile diventa dunque imparare a orientarsi.
Nella scelta, il più delle volte si finisce per affidarsi alla pubblicità, alla confezione più accattivante, al prezzo più abbordabile o al gusto. Mentre invece si dovrebbe puntare su quella che ha davvero le caratteristiche più adatte alle proprie esigenze. Vediamo allora di capirne di più.
L’acqua minerale può essere classificata secondo vari criteri differenti. Il più diffuso è quello che tiene conto del “residuo fisso” (sempre riportato in etichetta), vale a dire la quantità di sali minerali presenti nell’acqua. Questo parametro prevede una distinzione in quattro categorie:
  • Acque minimamente mineralizzate: se il residuo fisso è inferiore ai 50 mg/l
  • Acque oligominerali: se il residuo fisso è compreso tra 50 e 500 mg/l
  • Acque mediominerali: se il residuo fisso è tra 501 e 1500 mg/l
  • Acque ricche di sali minerali: oltre i 1500 mg/l
Un altro criterio molto noto consiste nel classificare le acque in base al tipo di sali minerali che contengono: per esempio bicarbonate, clorurate, solfate, magnesiache, calciche, sodiche ecc.
Nella scelta dell’acqua da bere, i bambini meritano una particolare attenzione, perché l’acqua ha un ruolo fondamentale per la crescita.
Quella per neonati
Le acque destinate ai neonati, secondo quanto stabilisce il Ministero della Salute, devono avere una quantità di nitrati inferiori ai 10 mg/l. Se è superiore, si alza il rischio di sviluppare la metaglobinemia. Per questo motivo l’acqua utilizzata per diluire il latte liofilizzato deve essere minimamente mineralizzata: così non si altera l’equilibrio (già perfetto) del latte in polvere e inoltre è più facile da digerire.
 Quella per bambini
Man mano che il bambino cresce deve aumentare anche il consumo dell’acqua, che va offerta anche se il piccolo non la richiede. In questa fase della crescita le più indicate sono le acque medio minerali. Le migliori? Quelle fluorate, perché rinforzano la struttura dei denti e prevengono la formazione di carie. Gli esperti suggeriscono di scegliere quelle che hanno una quantità di fluoro compresa tra 0,7 e 1 mg/l. Evitate quelle che ne contengono di più perché possono portare alla fluorosi.
Quella per adolescenti
In questa fase della vita è il momento di passare a un’acqua con un contenuto salino maggiore. Su tutte è da preferire quella ricca di calcio, un minerale indispensabile per l’accrescimento delle ossa. Controllate sull’etichetta che la quantità di calcio sia superiore ai 150 mg/l.
Quella per adulti
In questa fase della vita, gli esperti consigliano di scegliere tra le acque in commercio quelle che contengono sali minerali, in grado di offrire adeguata protezione all’organismo.
Quella per le donne
Il problema fondamentale per il gentil sesso è la prevenzione dell’osteoporosi: ecco perché l’acqua calcica è la più indicata per questa patologia. Si raccomanda di berla prima dei 30 anni perché è il periodo in cui il minerale meglio si accumula nelle ossa. Le dosi? Intorno ai 2 litri al giorno. Se il vostro timore sono i calcoli renali, potete stare tranquille: il calcio in eccesso viene espulso.
Quella per gli sportivi
Praticare sport fa sudare, a volte molto. E con il sudore si perdono molti liquidi e molti sali minerali. Per fare un esempio, un maratoneta può perderne fino a 7 litri. In estate, poi, la situazione peggiora. Quale acqua scegliere, allora? Quella medio minerale, con un contenuto di bicarbonato superiore ai 600 mg/l.  Se avete in programma una partita o una seduta in palestra, cominciate a bere circa mezzo litro di acqua due ore prima dell’impegno: favorirete il processo di smaltimento delle tossine prodotte dallo sforzo fisico.
Quella per gli anziani
Il rischio che corrono gli anziani è di non assumere ogni giorno acqua a sufficienza. Il meccanismo che regola lo stimolo della sete, dopo una certa età, viene rallentato. Per evitare episodi di disidratazione, gli esperti suggeriscono allora di bere a intervalli, senza aspettare di avere sete. Non solo.
Con l’acqua si possono combattere diverse patologie tipiche della terza età. Vediamo come.
Per chi non digerisce
Si raccomandano oltre a quelle acque che contengono bicarbonato, quelle con oltre 200 mg/l di solfati e quelle acidule con più di 250 mg/l di anidride carbonica.
Per chi ha la pressione alta
Uno studio condotto negli Stati Uniti su oltre 10 mila persone, ha mostrato che l’assunzione di 800 mg di calcio al giorno riduce il rischio di ipertensione. In commercio si trovano acque che ne contengono fino a 500 mg/l. Sconsigliate, invece, quelle con più di 10 mg/l di sodio.
Per chi ha problemi di diuresi
Per chi soffre di questi problemi le più indicate sono quelle oligominerali. Mentre per chi soffre di stipsi si consigliano quelle fortemente mineralizzate cloruro sodiche, ricche di solfati, magnesio e calcio.

mercoledì 21 dicembre 2016

Boswellia serrata dalle proprietà antinfiammatorie.

La Boswellia serrata, un albero diffuso prevalentemente in India, Nord Africa e Medio Oriente, da cui si estrae una resina per la preparazione di integratori fitoterapici utili nelle infiammazioni.
Ma cos'è l'infiammazione (o flogosi)? Si tratta di una risposta biologica dell'organismo che si verifica nei casi di traumi, ustioni, lesioni, infezioni virali o batteriche. Quando qualcosa di nocivo "aggredisce" il corpo, vi è una reazione naturale per tentare la rimozione degli agenti responsabili dell'aggressione, iniziando un processo riparativo.
L'infiammazione, che può presentarsi sotto forma acuta o cronica è caratterizzata dalla presenza di ben 5 fenomeni:
  • arrossamento
  • aumento della temperatura
  • dolore
  • gonfiore
  • riduzione della funzionalità.
Attenzione tuttavia a non confondere "infiammazione" con "infezione"; mentre quest'ultima è un invasione di virus, batteri o altri microrganismi patogeni, la prima è una reazione dell'organismo che cerca di guarire dall'aggressione. Certamente l'infezione può scatenare l'infiammazione.
Solitamente, l'infiammazione si presenta con dolore, rossore, immobilità, gonfiore, calore; è evidente che si tende a provare dolore dal momento che il gonfiore spinge contro le terminazioni nervose sensibili che inviano segnali di dolore al cervello.
Ma che c'entra tutto questo con la Boswellia? Prima di tutto è noto che le infiammazioni localizzate possono creare del dolore alle articolazioni, inoltre proprio la Boswellia, grazie alle sue proprietà, è stata impiegata per contrastare gli stati di tensioni provocati da infiammazioni localizzate, e quindi per favorire la funzione articolare. Infatti questa pianta si sta dimostrando un potente antinfiammatorio naturale, privo di effetti collaterali. Questa attività sembra dovuta principalmente all'inibizione della 5-lipossigenasi da parte degli acidi boswellici, che bloccanola sintesi dei leucotrieni, mediatori della flogosi acuta e cronica.
L'altra forma della Boswellia ...esistono circa 25 varità di Boswellia, le cui resine che trasudano dalla corteccia sono utilizzate come incensi, si distinguono per le differenti note aromatiche. La gommoresina della serrata che vegeta lungo le coste del Mar Rosso fornisce la qualità più pregiata di incenso: incenso d'Arabia o di Maidi.

martedì 20 dicembre 2016

Il sonno: orologio della salute.

Il sonno è l'orologio della salute, la sua carenza cronica predispone verso molte malattie: ipertensione, diabete, obesità. Molto speso siamo noi stessi, con le cattive abitudini, ad auto-indurci l'insonnia. Dormire da favola è ormai un privilegio di pochi. Rispetto a vent'anni fa fa dormiamo meno di circa 75 minuti, e non è una conquista: meno si dorme e meno si è produttivi.
Ci è sempre stato detto che durante il sonno il nostro cervello "fa le pulizie e mette in ordine", in pratica rielabora le esperienze, riorganizza e consolida i ricordi e le informazioni che ha raccolto durante la giornata, migliorando le funzioni cognitive.
In realtà ora si sa che nel sonno succede molto di più. Dormire fa rima con prevenire, ed è un dato di fatto. Un riposo adeguato inibisce il rilascio di cortisolo, l'ormone dello stress, il cui eccesso favorisce l'aumento della pressione arteriosa e dei battiti cardiaci. Si è inoltre osservato che questo processo inibitorio avviene soprattutto nella fase del cosiddetto sonno profondo non-Rem, ed è più efficace durante il sonno notturno piuttosto che in quello diurno, in cui sono per esempio costretti i lavoratori che fanno i turni di notte. Insomma tutti si concentrano sulla qualità del sonno, ma anche il momento in cui si colloca non è da sottovalutare.
Dormire bene contribuisce anche a conservare il peso forma. Inoltre consente di mantenere un buon equilibrio tra leptina e grelina, i 2 ormoni che regolano l'appetito. Chi dorme bene produce più leptina, l'ormone che serve a controllare la fame; al contrario, gli insonni hanno più grelina, l'ormone che porta all'aumento dell'appetito. Un altro aspetto positivo è che il sonno contribuisce alla regolazione del metabolismo degli zuccheri, per cui si è visto che l'insonnia può portare allo sviluppo dell'insulino-resistenza, che è l'anticamera del diabete.
Che con il riposo si riacquistino le forze non è una novità, ma pochi sanno che anche il nostro sistema immunitario ne esce rafforzato, dal momento che durante la fase di sonno profondo liberiamo citochine,sostanze che svolgono un ruolo fondamentale nell'attivazione dei meccanismi difensivi dell'organismo. Sono tutti motivi che letti al contrario ci dicono perchè una carenza cronica di sonno possa far danni al sistema nervoso, aumentare il rischio di malattie cardiovascolari, indebolire il sistema immunitario e modificare il metabolismo, facilitando l'aumento di peso.
Ma quanto deve durare il sonno per essere davvero proficuo per la nostra salute? Una volta si insisteva sulle canoniche otto ore. In realtà non si può stabilire a priori quanto bisogna dormire, perchè si tratta di un'esperienza molto soggettiva in cui conta di più la qualità. Se percepiamo il nostro sonno come appagante e ci sentiamo bene durante la giornata, Vuol dire che abbiamo dormito il giusto. La maggioranza degli adulti dorma dalle 6 alle 8 ore. Ma ci sono persone a cui basta molto meno per ricaricarsi e sentirsi in forma, vedi Churchill, Margaret Thatcher, Rita Levi Montalcini, ... a cui bastavano 3 o 4 ore.Einstein al contrario non rinunciava alle sue 11 ore filate di sonno.

lunedì 19 dicembre 2016

Curare senza farmaci i virus stagionali.

Le promesse della pubblicità sui farmaci per la tosse, mal di gola, raffreddore e febbre sono allettanti: basta imbottirsi di pillole e si guarisce in fretta. Le aziende farmaceutiche giocano tutte le loro carte per aumentare i loro profitti facendo leva sul non concedersi mai una battuta d'arresto, "e la giornata continua".
In realtà è quello che vogliamo. Il concetto di "azione rapida" che spesso ricorre negli spot ci alletta, "dobbiamo" guarire in poche ore. Perciò farmaci come sciroppo per i muchi e un'altro per la tosse, compresse per abbassare la febbre, fiale (ovviamente al cortisone) per aerosol, qualche pastiglia per il raffreddore, ma anche un antibiotico per essere sicuri (di che?), ... ah! dimenticavo: il Vicks Flu Tripla Azione ... poi logicamente ci vuole un'altro farmaco multivitaminico per tenerci un po' su. E così usciamo dalla farmacia con la busta della spesa pesante e il portafoglio leggero.
Ma la realtà è ben diversa: infatti, è vero che i sintomi si attenuano, ma il virus rimane fino a quando il decorso della malattia non arriva al capolinea. L'assunzione di farmaci non dovrebbe essere considerato un atto ordinario, un gesto abituale e superficiale. La ragione? nessuna prodotto chimico è privo di effetti indesiderati, vanno assunti solo se necessari e a ragion veduta.
In natura esiste di tutto. Spesso basta una tisana calda con le erbe giuste e un po' di miele, dell'olio essenziale di timo per abbassare la febbre e un po' di riposo. Se è necessario possiamo assumere un antibiotico naturale: un estratto di semi di pompelmo farà al caso; e se serve un contison-simile esiste il Ribes Nero.

Il mal di gola: di solito è virale, antibiotici inutili.

Innanzitutto è raro che servano antibiotici, le infezioni delle vie aeree superiori (faringite, laringite, tonsillite, sinusite, otite e simili) hanno perlopiù origine virale e guariscono spontaneamente nel giro di qualche giorno. Gli antiinfiammatori locali, come gli spray gola, attenuano il dolore e l'infiammazione, non guariscono. Il mal di gola è solo uno dei sintomi che accompagnano le malattie da raffreddamento, guariscono spontaneamente reidratando la gola con tisane calde o anche fredde e con una buona dose di riposo.

La febbre: non sempre è obbligatorio combatterla.

La febbre è uno dei meccanismi che il nostro corpo mette in moto per difendersi dagli agenti infettivi. Perciò se la febbre è moderata e i sintomi sono sopportabili non è opportuno assumere un farmaco antifebbrile. Se invece porta malessere quale mal di testa o disturbo del riposo allora possiamo intervenire con olio essenziale di timo o altro. Piuttosto, quando il rialzo della temperatura dura più di qualche giorno ed è accompagnato da sintomi strani o alterazioni del comportamento, si deve consultare il medico. Con la febbre è molto importante reidratarsi con acqua, tisane, spremute, succhi, ... e soprattutto riposare e dormire il più possibile.

Il raffreddore: etciù passa da solo.

C'è un detto popolare sul raffreddore: se lo curi dura una settimana, se non lo curi dura sette giorni. Il raffreddore è una semplice infezione delle vie respiratorie, e, anche quando dura molti giorni, è sempre provocato da un virus. Per alleviare i sintomi vanno bene i suffumigi, o qualche spray nasale perchè più comodo, bere molto e aria di casa ben umidificata con i contenitori pieni d'acqua sui caloriferi.

La tosse: è un sintomo utile per aiutare l'organismo ad espellere la tosse.

Se non provoca problemi particolari, ad esempio rendendo difficile dormire la notte, lasciamo che ci aiuti ad espettorare. Come sempre sono utili gli accorgimenti di prima:
  • Assumere molti liquidi magari sotto forma di tisane.
  • Umidificare l'aria: la gola irritata risente dell'aria troppo secca
  • Provare i suffumigi con essenze appropriate. Non devono essere troppo caldi, per non ustionare le mucose.
  • Fare un lavaggio nasale con soluzione fisiologica soprattutto nei bambini (il muco nasale di notte cola in gola).
  • Un cucchiaino di miele sciolto in una tisana calda è un buon sedativo della tosse.
  • Anche succhiare una caramella, balsamica o no, stimola la salivazione e la soluzione zuccherina avvolge e lenisce la mucosa irritata.

sabato 17 dicembre 2016

Microsfere: un danno per l'ambiente

Microsfere: un danno per l'ambiente. "Beat the microbead" è la campagna europea per vietare le particelle di plastica usate come esfolianti in molti prodotti per la cura del corpo e del viso. 
Si possono trovare in molti prodotti per l'igiene personale come esfolianti viso, scrub per il corpo, bagnoschiuma leviganti, peeling ma anche dentifrici e detersivi per la pulizia della casa. Si tratta di microsfere in polietilene (PE) o polipropilene (PP) usate appunto per la loro azione levigante ma che sono un vero e proprio problema per l'ambiente tanto da diventare un caso internazionale.
Trattandosi di microparticelle piccolissime, queste sostanze plastiche non vengono filtrate dai normali sistemi di depurazione e finiscono irrimediabilmente nei mari e nella nostra catena alimentare, perchè vengono ingerite dai pesci.
Per fortuna, le nostre aziende cosmetiche utilizzano già da tempo microsfere naturali biodegradabili. La Ismeg, titolare del marchio Frais Monde, utilizza:
  • Gommage Regular Viso: 
    Microsfere di cera di jojoba: perfettamente sferiche e dalla consistenzamorbida, asprtano con delicatezza le cellule morte e le impurità della pelle.
    Polvere di semi di uva: aiuta la rimozione delle cellule morte con effetto peelling di media intenzione e svolge contemporaneamente azione protettiva e normalizzante.
     
  • Gommage Soft Viso: 
    Microsfere di cera di jojoba: perfettamente sferiche e dalla consistenzamorbida, asprtano con delicatezza le cellule morte e le impurità della pelle.
    Polvere di nocciolo di oliva: aiuta la rimozione delle cellule morte con molta dolcezza grazie ad una e non aggressiva azione peeling, contiene antiossidanti utili alla pelle sensibile.
  • Gommage Strong Viso: 
    Microsfere di cera di jojoba: perfettamente sferiche e dalla consistenzamorbida, asprtano con delicatezza le cellule morte e le impurità della pelle.
    Polvere di semi di lampone: responsabile dell'effetto peeling e marcato, aiuta intensamente la rimozione ed essendo sorgente di polifenoli svolge attività anti infiammatorie e previene la carica batterica nel caso di pelle grassa.
  • Gommage Extra Strong Viso: 
    Microsfere di cera di jojoba: perfettamente sferiche e dalla consistenzamorbida, asprtano con delicatezza le cellule morte e le impurità della pelle.
    Polvere di guscio di noce: polvere naturale con marcato e deciso effetto peeling,aiuta in modo molto intenso a rimuovere le impurità. E' un prodotto Ideale per la rimozione forte delle cellule morte e combatte la pelle impura e migliora la pelle molto grassa.
  • Gommage Corpo Scrub Naturale: 
KIGELIA E QUILLAIA Accrescono la resistenza alla tensione locale con effetto rassodante, rafforzano il tono muscolare e l'elasticità cutanea. MICROALGHE Svolgono una profonda azione lifting, antiossidante e levigante. Stimolano la sintesi di collagene e riparano le fibre. RUSCO ED ESCINA Stimolano e riattivano la microcircolazione contribuendo all'attività snellente. CENTELLA ED EDERA Proteggono e rafforzano i vasi sanguigni. ACQUA TERMALE DI REPOLE Stimola il metabolismo, favorisce la penetrazione dei principi attivi.

giovedì 15 dicembre 2016

Erboristeria Dott.ssa R. Cantoro

L'Erboristeria Dott.ssa R. Cantoro ... se posso permettermi, vorrei dare un piccolo suggerimento o informazione a chi ancora non mi conosce.
Sono qui dal 2 gennaio 1988. Mi sono laurea in Farmacia all'Università di Bari nel '86. Nel corso degli anni, mentre lavoravo, ho preso una seconda laurea in Medicina Naturale (laurea estera) e conseguito un diploma in naturopatia per dar valore legale alla 2° laurea. Mi sono specializzata in Iridologia (e l'ho anche insegnata), poi in auricoloterapia, e in ... non voglio fare quella che sa tutto, ho ancora tanto da imparare e continuo a seguire corsi da chi ne sa più di me.
La mia Erboristeria è stata novità, cantiere, problemi, gioia, bollette e conti da pagare; ed ancora rifatto daccapo, ingrandito, lavorandoci a volte anche notte. Con la legge Bersani è diventata anche Parafarmacia per poter avere i prodotti omeopatici.
Intanto scelgo accuratamente le aziende che ritengo buone o ottime per la mia clientela , alcune le ho da quando ho aperto (29 anni !!!) altre le ho "trovate da poco"! Ma oltre a quelle presenti nel mio negozio ce ne sono tante altre altrettanto buone quindi... anche se andate altrove va benissimo ... ma faccio fatica a credere a chi mi viene a dire: "Non sapevo che tu miscelavi anche le erbe"... sono sgomenta 
Per il cliente (e per me) cerco sempre le novità, lavoro con lealtà, professionalità e correttezza, ed è questo che i miei "fiduciosi" vogliono da me 
Vi ringrazio, ogni volta, per aver scelto me.

mercoledì 14 dicembre 2016

Corteccia di China e le sue virtù.

Sin dall’antichità la China era apprezzata per le sue proprietà antimalariche, antidolorifiche e antifebbrili che l’hanno resa una delle droghe più importanti. Scopriamo tutte le virtù di questa pianta così utilizzata in erboristeria e fitoterapia.
Nella storia della medicina pochi farmaci possono essere considerati una vera pietra miliare come la corteccia di china. Analogamente ad altri prodotti, la scoperta delle sue proprietà terapeutiche, pur risalendo a meno di quattro secoli fa, è avvolta nella leggenda. 
Una delle versioni narra che in Perù, a seguito di un terremoto, diversi alberi di china caddero in un laghetto rendendone amare le acque. Dopo qualche tempo, gli indigeni della zona notarono che alcuni animali ammalati se si abbeveravano di quelle acque guarivano miracolosamente. Un soldato spagnolo affetto da malaria, venne perciò medicato dagli indigeni con l’acqua amara. Guarito che fu, l’uomo consigliò la preparazione ad altri suoi connazionali, colpiti dalla stessa malattia, fra i quali la contessa di Chincon, seconda moglie del vicerè del Perù. Fu in seguito a questi eventi che la china arrivò in Europa: secondo alcuni introdotta personalmente dalla nobildonna (Linneo nel XVIII sec. catalogherà l’albero della china come “Chinchona” in suo onore), secondo altri per mano dai Gesuiti di Lima (la droga verrà chiamata anche “polvere dei Gesuiti”).
La corteccia, toccasana contro la malaria, giunta in Spagna verso la metà del Seicento, all’inizio stentò ad imporsi, sia per l’opposizioni dei medici umorali che la ritenevano inadatta a curare un accumulo di umori caldi (febbre), sia per l’errata somministrazione nei modi e nelle dosi. Questa disputa durò per un trentennio, fino a quando l’inglese Robert Talbor, spacciandosi per medico e somministrando la “polvere dei Gesuiti”, guarì dalla malaria il re inglese Carlo II, il delfino del re francese Luigi XIV e altri aristocratici europei. La ricetta con la quale l’avventuriero britannico divenne ricchissimo derivava da un’infusione di china, “addolcita” con petali di rosa, succo di limone e finocchio. Nel Settecento, il costo della china era così alto, che la Spagna ricavava più denaro dalla vendita della sua corteccia di quanto ne guadagnasse dall’argento estratto nelle colonie americane. Ai primi dell’Ottocento la china si affermò come bevanda dalle fantastiche virtù digestive e taumaturgica, così testimoniate nelle pagine del trattato di Barbier (1837): “ha una facoltà tonica… sotto la sua influenza i tessuti degli organi si affermano perché la loro energia vitale aumenta… esercita un’azione evidente sull’apparato circolatorio cui conferisce forza… virtù utile nei fenomeni fisiologici ricorrenti.” Secondo gli studi medici del tempo la china era inoltre consigliata sia per aumentare i flussi mestruali, sia quale rimedio nei deperimenti organici e nelle consunzioni derivate da eccessi sessuali. 
Per tutto il XIX e XX sec. da sola o associata al ferro, la china rappresentò uno dei ricostituenti più popolari per risolvere le astenie sessuali e i casi d’impotenza d’affaticamento.
Con il nome China ci si riferisce ad una pianta arborea appartenente alla famiglia delle Rubiaceae originaria delle Ande, la Cinchona, da secoli utilizzata come aperitivo e digestivo, molto usata anche in erboristeria per le sue proprietà eupeptiche e soprattutto antimalariche. La maggior parte dei principi attivi della pianta sono concentrati nella corteccia, ricca di alcaloidi chininici, tannini, oli essenziali, resine e sostanze amare dalle molteplici virtù benefiche per la salute umana.

Proprietà della China e utilizzi:

Sia dal punto di vista liquoristico che erboristico, si tratta di un ingrediente molto utilizzato come aperitivo e digestivo naturale poiché i suoi principi attivi aumentano le secrezioni dello stomaco favorendo la digestione e proteggendo le mucose gastriche. La sua principale applicazione in medicina deriva dalle virtù antimalariche, antidolorifiche e antifebbrili.
Da essa, infatti, si ricava il ‘chinino‘, un antimalarico naturale. Oltre a queste applicazioni, la China è una droga apprezzata anche per contrastare la pressione bassa ed è utilizzata in campo cosmetico per la produzione di prodotti dedicati al trattamento dei capelli grassi. 

Le controindicazioni della China:

E' sconsigliato l’uso in gravidanza e allattamento. L’assunzione di estratto di china può provocare reazioni allergiche e intolleranze gastriche fino ad ulcera peptidica.