sabato 3 dicembre 2016

Carbone vegetale o carbone attivo.

Carbone vegetale resta comunque nell’immaginario di molti un magico rimedio naturale per problemi di stomaco e intestino. Oltre che nei gravi casi di avvelenamento, che oltre che gravi spero siano anche rari,  è utilizzato da sempre in caso di gonfiori e cattiva digestione. Spesso, però, lo si “tira fuori dal cappello” proprio come fosse una “magica medicina naturale” senza sapere come agisce nel nostro corpo e quali sono le sue tante proprietà. Per non parlare delle controindicazioni: poche e blande ma ce ne sono.
Le proprietà adsorbenti nei confronti di liquidi, idrogenioni e gas, rendono il carbone vegetale un supplemento particolarmente utilizzato in presenza di aerofagia, diarrea, meteorismo e flatulenza, grazie anche al blando effetto disinfettante a livello intestinale.
Dalla somministrazione sia in polvere che in apposite compresse o capsule, viene utilizzato in ambito medico d’emergenza per il trattamento delle intossicazioni più comuni: proprio per la sua capacità di trattenere atomi e molecole nei suoi pori, può prevenire l’assorbimento a livello sistemico di composti potenzialmente dannosi, per non dire letali, per l’individuo. Le sue caratteristiche non si limitano, tuttavia, a questa unica funzione salvavita: è indicato anche per il trattamento di problemi come aerofagia e meteorismo, gonfiore di stomaco, cattiva digestione e dissenteria.
È doveroso ricordare come l’assunzione di carbone vegetale possa interferire con la normale digestione dei principi nutritivi e l’azione dei farmaci quindi, oltre a prevederlo lontano dai pasti, è sempre utile chiedere il parere del proprio medico curante anziché lasciarsi andare all’auto-prescrizione.

Usi comuni per la digestione

Il ricorso al carbone vegetale nella quotidianità dei rimedi naturali, quindi escluse le forme di avvelenamento che richiedono comunque un intervento professionale tempestivo, si esplica nella regolazione dei processi di stomaco e intestino. Gli utilizzi sono i più svariati, di seguito alcune delle casistiche più comuni:
  • Areofagia, meteorismo e gonfiore: grazie alle caratteristiche fortemente adsorbenti, il carbone vegetale limita gli effetti di aerofagia e meteorismo trattenendo i gas ingeriti o prodotti nei suoi pori. Per lo stesso motivo, agisce efficacemente sul gonfiore addominale, riducendo tensione e dolore e facilitando le normali funzioni dell’intestino;
  • Reflusso gastroesofageo e acidità di stomaco: spesso determinata da una condizione fisica pregressa, come un’ernia iatale che impedisce una corretta chiusura del cardias, la patologia si caratterizza per la risalita dei succhi gastrici nell’esofago, con conseguente bruciore, irritazione, disturbi respiratori e quant’altro. Il carbone vegetale può trattenere tali succhi gastrici in eccesso, portando immediato sollievo. La medesima funzione si esprime anche nei casi di semplice acidità, anche qualora non fossero presenti conseguenze dovute al reflusso;
  • Diarrea e colon irritabile: la somministrazione di carbone vegetale può aiutare a limitare gli effetti di una diarrea particolarmente fastidiosa, soprattutto quando derivante da patologie croniche come la sindrome del colon irritabile. Compatta le feci, infatti, portando immediato beneficio all’organismo;
  • Alitosi: oltre a ridurre l’eccesso di succhi gastrici, le capacità adsorbenti del rimedio manifestano anche una lieve conseguenza antibatterica, dovuta all’inclusione di germi e batteri all’interno dei pori di cui il carbone è composto. Per questo, può essere utile per contenere l’alito cattivo, perché spesso causato proprio dalla colonizzazione di batteri nel cavo orale.

Controindicazioni

Il ricorso al carbone vegetale è molto ben tollerato dall’organismo, con effetti collaterali blandi o del tutto nulli. Esistono però delle precise controindicazioni all’assunzione, di cui va tenuto debito conto e da vagliare con l’aiuto del medico curante. Innanzitutto, può interferire non solo con l’assunzione di sostanze nutritive, ma anche con qualsiasi farmaco, riducendone gli effetti. Di conseguenza, la somministrazione dovrebbe avvenire lontano dai pasti o dagli orari di trattamento. Inoltre, non è un’opzione compatibile con i blocchi intestinali, l’appendicite o altre patologie occlusive di stomaco e intestino, mentre l’assunzione in gravidanza o sotto i 12 anni d’età è da escludersi per via precauzionale. Un trattamento prolungato, infine, può determinare feci molto scure, quasi nere: è una naturale conseguenza, del tutto priva di pericoli per la salute.
Carbone vegetale per pane e pizza
Dopo le denunce recenti ricevute da alcuni panificatori italiani a seguito dell’utilizzo del carbone vegetale come additivo non autorizzato, sotto forma di colorante E153, nel pane, meglio fare chiarezza. Quello che sta emergendo, negli ultimi giorni, sarebbe un presunto tentativo di produrre e pubblicizzare pane nero al carbone vegetale come se quest’ultimo fosse l’ingrediente che ne aumenta la digeribilità anche se quello che va a variare è l’estetica.
I benefici sulla salute sono stati messi in discussione, la normativa in vigore di settore non consente inoltre l’utilizzo di alcun colorante sia nella produzione del pane che di prodotti simili sia negli ingredienti impiegati per prepararli.
Ad oggi il carbone vegetale è classificato come additivo quindi di regola non può entrare nella ricetta del pane. E’ proprio e addirittura lo stesso Ministero della Salute ha detto la sua. Ha ammesso la produzione solo di un ‘prodotto della panetteria fine‘ in cui agli ingredienti base si sommi il carbone vegetale come additivo colorante. Ovviamente sempre nelle quantità ammesse dall’Unione Europea.
Abbiamo detto “prodotto della panetteria fine” che per nessun motivo deve essere chiamato ed essere venduto come “pane”. Non è ammesso di conseguenza indicare nell’etichetta e nella pubblicità del “prodotto della panetteria fine” la presenza di carbone vegetale con il riferimento agli effetti benefici per l’organismo umano. Deve essere chiaro che, se impiegato in prodotti diversi dal pane dove è permesso, ha solo ed esclusivamente funzione di colorante.

venerdì 2 dicembre 2016

Anemia e Carenza di Ferro

La relazione tra anemia e carenza di ferro è universalmente nota. Questo minerale è infatti una parte fondamentale dell'emoglobina, molecola contenuta nei globuli rossi ed essenziale per il trasporto dell'ossigeno nel sangue.
Da questa consapevolezza nasce il frequente e spontaneo ricorso a integratori di ferro, diffusi soprattutto in ambito sportivo con l'intento di aumentare i valori di emoglobina nel sangue.
Un po' meno conosciute sono tutte le altre cause di anemia (aplastica, falciforme, emolitica, perniciosa ecc.), che risultano indipendenti dalla carenza di ferro.
La forma anemica causata dalla carenza di ferro prende il nome di anemia sideropenica.
Spesso la condizione rimane asintomatica o si manifesta con sintomi lievi, come pallore, debolezza, vertigini, estremità fredde e unghie fragili. Tali sintomi sono abbastanza aspecifici e comuni a tutte le varie forme di anemia; pertanto, prima di valutare il ricorso a integratori di ferro, è importante rivolgersi al medico e accertarsi che i sintomi dipendano da un effettiva carenza del minerale.
L'utilizzo degli integratori a base di ferro è giustificato in presenza di eventuali fattori di rischio, quando specifiche analisi del sangue hanno evidenziato una forma anemica riconducibile a una carenza di ferro.
Il trattamento di queste condizioni prevede la somministrazione di integratori di ferro, poiché i soli alimenti possono non essere sufficienti a riequilibrare carenze importanti.
AxiFerro è un integratore alimentare di minerali, vitamine ed estratti vegetali in grado di fornire una quota supplementare di ferro in tutti gli stati carenziali e come utile coadiuvo negli stati anemici di lieve entità, in gravidanza, durante l’allattamento.
Per mantenere i livelli di ferro a valori fisiologici, è naturalmente importante seguire un’alimentazione corretta e completa.
I vegetariani devono ricordare che la biodisponibilità del ferro presente nei vegetali è bassa (è più elevata, per esempio, quella nelle lenticchie che non negli spinaci).
Il ferro a dosaggio ponderale ha inoltre bisogno di alcuni indispensabili cofattori, quali la vitamina C, e alcune vitamine del gruppo B per poter essere assimilato.
AxiFerro
  • È altamente digeribile e facilmente tollerato anche dalle persone “più sensibili”, senza gli effetti collaterali più comuni (crampi addominali, feci scure, nausea).
  • È efficace già dopo breve periodo di assunzione.
  • Elevata biodisponibilità: facilmente utilizzato dall’organismo.
  • È adatto a:
    • vegetariani, perché i suoi componenti sono esclusivamente di origine vegetale
    • ai celiaci perché senza glutine (Inserito nel Prontuario A.I.C.)
    • in gravidanza perché contiene acido folico in quantità adeguata al fabbisogno giornaliero
    • durante l’allattamento
  • Senza lattosio
  • Non contiene saccarosio
  • Senza conservanti, coloranti e aromi aggiunti
  • Compressa di dimensioni contenute: facile deglutizione e dosaggi personalizzabili
Utile per
  • In generale in tutti gli stati carenziali da deficit nutrizionali o da assimilazione
  • In gravidanza e durante l’allattamento
  • Come coadiuvo negli stati anemici di lieve entità come irregolarità mestruale e/o mestruazioni abbondanti
Adatto anche a celiaci, vegetariani, vegani, donne in gravidanza e durante l’allattamento e anziani.

giovedì 1 dicembre 2016

Gonfiore addominale? Ecco come prevenirlo.

Il gonfiore addominale colpisce quasi il 10% degli italiani. Si tratta di un disturbo molto fastidioso, che riguarda soprattutto le donne (ma anche qualche uomo) dopo aver mangiato, qualche giorno prima del ciclo mestruale e nei periodi di forte stress. Prima o poi capita a tutti di dover slacciare il bottone dei pantaloni e allargare di un buco la cintura soffrendo una sensazione di pienezza eccessiva.
Scongiurata questa possibilità, esistono dei trucchi per riuscire a prevenire il gonfiore addominale. 
  1. Elogio della lentezza: evitate di fagocitare il pranzo in pochi minuti, magari davanti al computer o in piedi. Prendetevi il vostro tempo per masticare il cibo, perché ingoiare velocemente significa non far iniziare la digestione dove dovrebbe (in bocca) e ingerire aria insieme al boccone. Senza arrivare all’indicazione delle 32 volte, masticare bene ogni boccone rimane una misura da raccomandare.
  2. I benefici dell’acqua: bere molto, ma mai bibite gassate e soprattutto acqua naturale e tisane, specie di finocchio o di anice, rilassa la muscolatura dell’addome. Anche il consumo di frutta con alto livello di acqua come anguria, melone e ananas è raccomandabile.
  3. Poco e spesso: pasti poco sostanziosi e molto frequenti aiutano a controllare il livello di zucchero nel sangue e a ridurre quella fastidiosa sensazione di pienezza. Da scegliere spuntini sani, in grado di gestire la fame e tenere sotto controllo il gonfiore. Qualche idea? L’ananas (combatte la fermentazione), l’avena (contro le irritazioni della mucosa), la carota (ancora contro la fermentazione), il finocchio (antispastico e antimeteorico), il limone (antifermentazione), la mela (antisettica, antifermentazione e utile per l’intestino), il succo di mirtillo (un potente diuretico).
  4. Chewing gum da bandire: masticare una gomma tiene a bada il senso di fame ma crea sacche di aria nello stomaco. Optate piuttosto per un mentina senza zucchero , che è un rilassante naturale per lo stomaco.
  5. L’importanza del movimento: oltre a eliminare lo stress, causa precipua di gonfiore addominale, un buon rimedio è seguire corsi di yoga, pilates o altre forma di rilassamento. Lo sport, d’altronde, è un rimedio particolarmente efficace sia per l’umore, sia per alleviare il gonfiore alla pancia.
I prodotti naturali possono essere assunti per qualche tempo: qualora il fastidio non dovesse scomparire, è però consigliato rivolgersi ad un medico, che possa indagare a fondo e cercare di capire le cause del rigonfiamento addominale. Ecco come eliminare la pancia gonfia con i rimedi naturali.
  • Il primo rimedio naturale contro il gonfiore della pancia è il finocchio. Lo si può mangiare oppure lo si può assumere in altri modi, ad esempio bevendo tisane e decotti, assumendo oli essenziali oppure pastiglie.
  • Ottimo prodotto naturale contro il gonfiore addominale risulta essere anche lo zenzero. Può essere assunto come tisana oppure come spezia per condire i cibi. Idem per cumino e menta, anche questi piuttosto efficaci.
  • Fra le erbe che consentono di combattere la pancia gonfia, le migliori sono senz’altro la melissa, la camomilla e il tiglio. Ottimi anche il carbone vegetale attivo, che ha un potente effetto decongestionante, ovviamente si può acquistare in erboristeria, sotto forma di capsule o tavolette, e l’anice.
  • Non bisogna neppure dimenticare l’efficacia di un prezioso frutto come la mela, che influendo positivamente sul processo di digestione permette anche di combattere il gonfiore della pancia.
  • Per quanto riguarda il regime alimentare vero e proprio, la pancia gonfia si combatte soprattutto inserendo all’interno della propria dieta alimenti che contengono molte fibre e fermenti lattici vivi. Si tratta, in genere, di yogurt, di cereali integrali, di frutta e di di verdura fresche (queste ultime meglio se cotte o lessate). Ottimo anche il peperoncino rosso.

martedì 29 novembre 2016

Rosa mosqueta: elisir di giovinezza per la pelle.

La Rosa Mosqueta (Rosa Affinis Rubiginosa) è un arbusto selvatico appartenente alla famiglia delle rosacee che cresce principalmente in Cile in un clima temperato e piovoso. Il frutto, di colore rosso intenso, contiene i semi dai quali si ricava un olio dalla straordinarie caratteristiche. L’olio di Rosa Mosqueta, utilizzato da millenni nelle Ande, è un vero toccasana per la pelle. Consigliata per ottenere una pelle vellutata, ma anche contro smagliature e disidratazione.
I suoi semi ricchi di olio, sono stati più volte al centro di ricerche, l'ultima delle quali presentata a Milano dal team di Piergiorgio Pietta, docente di Chimica biorganica all'università di Milano e direttore di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche.
Dai semi si ottiene l'olio di Rosa Mosqueta, una novità nel settore della cosmesi naturale e della nutrizione, almeno per l'Occidente. In Cile, infatti, l'olio è usato da secoli in medicina tradizionale. Negli anni '80, all'università Concepcion (Cile), un gruppo di ricercatori aveva rilevato proprio nei semi un'elevata percentuale di acidi grassi polinsaturi: l'acido linoleico e l'acido alfalinolenico, precursori degli Omega 3 e Omega 6.
Le analisi eseguite di recente dal team di Pietta hanno confermato e “fotografato” l'eccezionale ricchezza di acidi grassi polisanturi (79,9%) dell'olio, così ripartiti: acido linoleico (Omega 6) 44% e acido alfalinolenico (Omega 3) 35%. Inoltre i semi presentano più di 1.500 mg/Kg di tocoferolo (Vitamina E) e più di cinque carotenoidi diversi, essenziali per la sintesi delle vitamine del gruppo A. L'olio è povero di acidi grassi saturi (5,5%) e non contiene né acidi grassi trans né colesterolo.
Sono quindi i semi della Rosa Mosqueta i veri protagonisti della “rigenerazione” epidermica. Gli acidi grassi essenziali che contengono entrano, infatti, nella composizione di tutte le membrane cellulari, impedendo l'accesso alle sostanze tossiche e prevenendo la fuoriuscita di acqua. “Dopo i trent'anni, la pelle comincia a segnarsi, a formare rughe e peggiorare nell'aspetto. L'olio di Rosa del Cile promette di restituire all'epidermide gli acidi grassi essenziali che la nutrono”.
“Utilizzato puro o come componente principale di creme di bellezza - spiegano dalla Italchile srl, primo esportatore e distributore in Italia di olio di Rosa Mosqueta - è estremamente efficace per il trattamento di smagliature, rughe di espressione, cicatrici o semplicemente per contrastare gli inestetismi dovuti all'invecchiamento”.

È un prodotto attivo:
  • Nel rinnovamento dei tessuti cutanei
  • Nell'attuazione degli in estetismi causati da cicatrici e smagliature
  • Nel mantenimento dell'elasticità cutanea
  • Contro l'invecchiamento precoce della pelle
  • Contro la pelle secca e sciupata
  • Contro le rughe d'espressione
  • Contro i danni del sole

lunedì 28 novembre 2016

Sbiancante Zuccari per un sorriso sano.

Dentifricio Sbiancante Protettivo

Dentifricio Sbiancante Protettivo svolge un’azione anti-placca, anti-tartaro e offre un alito più fresco. Con Olio di Neem e Lichene islandico per l’effetto sbiancante, con Clorofilla e rosmarino rinfrescanti dell’alito. Inoltre, contiene Tea Tree ed Echinacea contro placca e tartaro, Vitamine A, C e P. Per non interferire con le cure omeopatiche, il Dentifricio sbiancante protettivo è senza menta. Nuova formula con Stevia!

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Collutorio d’Aloe Multi-attivo

Collutorio d'Aloe Multi-attivo contrasta naturalmente placca, tartaro e carie. Svolge un effetto whitening e rinfresca l’alito. Contiene Vitamine B3, B5, B6, C, E ed F, Salvia, Lichene islandico, Clorofilla, Xilitolo, Tea tree, Mirra, Arancio e Biancospino. Con sistema quantycup® che permette di erogare una dose esatta di prodotto, rendendo il prodotto pratico ed evitando sprechi. Per non interferire con le cure omeopatiche.

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sabato 26 novembre 2016

Ipertensione e alimentazione

L’ipertensione è una malattia considerata “cronica” e caratterizzata da un aumento della tensione sanguigna nelle arterie. Il problema è che spesso basterebbe curare l'alimentazione per ritornare a valori considerati normali.
Esistono abitudini alimentari, fattori genetici o malattie che favoriscono l’ipertensione come: 
  • Elevata assunzione di sodio
  • Scarsa produzione di renina
  • Resistenza all’insulina
  • Sovrappeso e obesità
  • Predisposizione genetica
  • Età
Vediamo perciò quali sono gli alimenti che riducono l’ipertensione.
  • Aglio. Questo ingrediente è perfetto per quasi ogni problema di salute ed è per questo che è considerato un antibiotico ultrapotente. Mangiare uno o due spicchi di aglio al giorno, preparato in modi diversi e sempre meglio se a crudo, aiuta a ridurre l'ipertensione e i livelli di colesterolo. Uno spicchio d’aglio a stomaco vuoto è una ricca fonte di allicina, una sostanza in grado di combattere l’ipertensione.
  • Ananas. Questo frutto delizioso è ricco di bromelina, un enzima che aiuta a sciogliere i coaguli e a rendere più fluido il sangue. Bevete del succo d’ananas o mangiatelo a fette a fine pasto almeno una volta a settimana e potrete trarre il meglio da tutti i suoi benefici per il sistema circolatorio.
  • Banana. Questo frutto contiene magnesio e potassio ed è consigliato per coloro che assumono diuretici o medicinali per l’ipertensione, poiché entrambi privano l’organismo di questi due nutrienti essenziali.Aiuterà anche a prevenire i crampi .
  • Carote. Questo ortaggio è ricco di vitamina C e betacarotene, il che lo rende perfetto per prevenire i problemi del sistema circolatorio. Se volete ridurre il colesterolo, proteggere le arterie e prevenire l’aterosclerosi, potete mangiare le carote crude magari aggiungendole alle vostre insalate o nei frullati. 
  • Crucifere. Tutta la famiglia delle crucifere, come i broccoli, il cavolo riccio o i cavoletti di Bruxelles, sono ottimi antiossidanti che aiutano a prevenire la degenerazione delle arterie e a controllare la salute cardiovascolare. Esistono moltissime ricette che includono queste verdure ricche di glucosinolati e altri alleati della salute che vi aiuteranno a regolare la pressione.
  • Curcuma. Questa spezia dal sapore così caratteristico, contiene diverse sostanze che servono a ridurre i trigliceridi e il colesterolo cattivo o LDL. La curcuma è perfetta per prevenire le malattie cardiovascolari. Aggiungetela ai vostri risotti, alla pasta o nei legumi (fave bianche comprese) … Un condimento sano e gustoso!
  • Guava. Questo frutto tropicale è in grado di ridurre il colesterolo cattivo o LDL e di aumentare i livelli di quello buono o HDL e a regolarizzare l'ipertensione. È un’ottima opzione da scegliere a fine pasto, come spuntino di metà mattinata o per preparare un frullato naturale e rinfrescante.
  • Legumi. Lenticchie, ceci, fagioli, piselli… Vi consigliamo di assumerli almeno tre volte a settimana e preparati in modo diverso, così da donare al corpo potassio, magnesio, vitamina B, ferro e fibre. Inoltre, sono ricchi di aminoacidi essenziali e proteine vegetali.
  • Limone. Il limone è un agrume ricco di vitamina C e di flavonoidi. Entrambi questi nutrienti aiutano a mantenere in buono stato le arterie e a migliorarne l’elasticità. Per questo motivo, impediscono al sangue di fare troppa pressione per poter raggiungere il cuore. Usate il limone come condimento nelle insalate o per dare più sapore ai vostri piatti.
  • Pomodoro. Il pomodoro è una fonte di aminoacidi, che aiutano a ridurre l'ipertensione, di licopene, che migliora la circolazione, e di glutatione, un potente antiossidante. Perciò è bene aggiungere pomodori crudi alle insalate.
  • Semi di chia. Si tratta di un’ottima fonte di acidi grassi Omega 3, fibre e magnesio e numerosi altri minerali. Potete aggiungere un cucchiaino di semi di chia al latte, allo yogurt o al succo che prendete a colazione oppure potete aggiungerli a torte, insalate e zuppe. Non dimenticatevi di idratare i semi con dell’acqua per attivarli.

giovedì 24 novembre 2016

Cioccolato, che passione!

Cioccolato, che passione! Basta provare ad assaggiarlo per capire perché il cioccolato viene definito il "cibo degli Dei". Ne basta infatti un quadratino per risvegliare tutti i sensi: ha un colore accattivante ed un profumo travolgente, è caratterizzato da una croccantezza che stimola tatto ed udito.
Ed in oltre…. mangiare cioccolato fa bene all’amore! Favorisce la produzione di una particolare sostanza chimica che entra in azione nel nostro cervello quando Cupido fa centro nel nostro cuore ed è un ottimo coadiuvante per far aumentare il desiderio sessuale.
In più il cioccolato è stato assolto con formula piena dalle accuse di essere solo un alimento ipercalorico, responsabile di "ciccia e brufoli". Anzi sono state esaltate le sue virtù: ricco di ferro, magnesio, fosforo e potassio, inoltre è naturalmente ricco di polifenoli e bioflavonidi, sostanze naturali attualmente studiate per la loro capacità antiossidante. In associazione con altre sostanze, come per i cioccolatini ripieni, le proprietà di questo prezioso alimento si aggiungono a quelle del suo ripieno: lo zenzero, ad esempio, favorisce il riequilibrio della flora batterica intestinale, la cannella stimola le funzioni digestive, le nocciole sono ricche di vitamine E e di fibre.
E sapete chi sono i cioccolatieri più famosi al mondo? Siamo proprio noi italiani che con la nostra produzione artigiana siamo rispettati nel mercato internazionale più dei nostri colleghi francesi.
Un po’ di cioccolato allunga l’esistenza.
Fa bene al cuore, abbassa la pressione e contiene antiossidanti.
Da preferire il fondente, ha le proprietà del vino rosso.
Il cioccolato fa bene al cuore. A provare scientificamente ciò sono stati svolti alcuni studi scientifici. Il primo è stato pubblicato sul "Journal of the American Medical Association": si tratta di 13 adulti, con età compresa fra i 55 e 64 anni, e tutti affetti da ipertensione moderata. La scelta è stata di sottoporli ad un inedito, e non molto doloroso, esperimento: mangiare barrette da 84 grammi di cioccolato ogni giorno per due settimane. Durante questo periodo il gruppo è stato diviso in due: per alcuni si trattava di cioccolato fondente, per gli altri di cioccolato al latte.
Al termine della fase di osservazione è arrivata la sentenza: il cioccolato al latte aveva lasciato sostanzialmente immutata la pressione del sangue, mentre quello fondente aveva contribuito a diminuirla in maniera significativa - facendo calare nel giro di dieci giorni la massima di cinque punti e la minima di due punti - con benefici per il sistema cardiaco. A fare la differenza è stato il polifenolo: una sostanza contenuta nel cioccolato fondente ed alla quale in medicina si attribuiscono anche le doti benefiche per la salute che possiede il vino rosso. L'obbiettivo e proseguire gli studi per tentare di arrivare ad ottimizzare gli effetti del cioccolato al fine di riuscire a trasformarlo nel garante dei valori medi della pressione del sangue: 120 massima, 80 minima. Ad arrivare ad una conclusione analoga a quella dell'Università di Colonia è stato un team di studiosi dell'Istituto nazionale di ricerca sul cibo e la nutrizione di Roma e dell'Università scozzese di Glaslow che hanno pubblicato su "Nature" una ricerca secondo la quale la differenza fra il cioccolato al latte e quello fondente dipende dal fatto che le proteine del latte impediscono all'organismo di assorbire le sostanze antiossidanti contenuto nel cioccolato ovvero i flavonoidi, presenti anche in frutta e verdura.
Robert Eckel, presidente della commissione sul metabolismo e l'attività fisica dell'Associazione cardiaca americana, ha detto: "non bisogna dimenticare il fatto che il cioccolato resta pur sempre del cioccolato per quanto riguarda la composizione dei grassi ed anche se il cacao può avere delle proprietà benefiche abbiamo sull'altro piatto della bilancia degli effetti calorici che possono annullare tali benefici".
Curiosità !
Chissà quante volte lo avete fumato, e senza neanche saperlo: potrà sembrarvi strano, ma sto parlando... del cacao! E' noto a pochi, infatti, che il cacao figura tra gli additivi usati nella preparazione di alcune sigarette. Lo scopo è quello di arricchire e rendere più gradevole il loro bouquet aromatico, e viene usato soprattutto per le sigarette indirizzate al mercato dei giovani. Questa è solo una delle molte notizie strane o curiose che appartengono al vasto mondo del cioccolato e del cacao; notizie che, per la maggior parte, sono sconosciute ai più, appassionati di cioccolato inclusi. E con queste righe voglio cercare proprio di soddisfare la curiosità di cioccofili e non, raccontandovi alcune stranezze e fatti particolari riguardanti il "cibo degli dei".