martedì 13 dicembre 2016

Maca peruviana o ginseng delle Ande

La Maca, nota anche come ginseng delle Ande o ginseng peruviano, è costituita dalla radice di Lepidium meyenii Walp. (Fam. Brassicaceae), una pianta tipica delle zone andine che cresce ad altitudini piuttosto elevate (3500 - 4500  metri).
L'interesse principale per questa radice è rappresentato dalla presenza degli aminoacidi, tra cui arginina, acido glutammico, acido aspartico, leucina, valina, glicina, alanina, fenilalanina ecc. È inoltre ricca di minerali: potassio, sodio, magnesio, calcio, fosforo, rame, zinco, manganese, ferro. Particolare interesse ha suscitato la presenza di due acidi grassi polinsaturi, maene e macamide, probabilmente responsabili dell'effetto afrodisiaco.
Al giorno d'oggi, la si utilizza soprattutto come rimedio adattogeno, afrodisiaco e per migliorare la fertilità, benché tali applicazioni terapeutiche non siano state ufficialmente approvate.
Generalmente, la dose giornaliera raccomandata è di 1,5-3 g di radice disidratata al giorno e si consiglia un trattamento di circa 12 settimane. Ad ogni modo, prima di utilizzare la maca o le sue preparazioni per fini terapeutici, è sempre bene chiedere il consulto preventivo del medico.

Attività biologica

La maca - in particolare la sua radice - è ricca di carboidrati, proteine, minerali e amminoacidi essenziali, che le conferiscono una valenza nutrizionale di un certo spicco e rilievo.
Grazie a questa sua particolare composizione, questa radice trova impiego come rimedio adattogeno, ossia come rimedio per migliorare le resistenze aspecifiche dell'organismo in risposta agli stimoli di stress esterno, sia fisico che psichico. Infatti, la maca è oggi presente in integratori e prodotti naturali utilizzati, appunto, come adattogeni e ricostituenti da sportivi e convalescenti.
A questa pianta, però, vengono anche ascritte proprietà afrodisiache e la capacità di aumentare la fertilità maschile.
Tali attività - attribuite alla maca già in tempi antichi dalla medicina popolare - sono state confermate da alcune ricerche condotte in merito. Più nel dettaglio, da uno studio condotto su uomini adulti è emerso che l'assunzione di un estratto di maca per quattro mesi ha prodotto un aumento del volume di sperma, del numero degli spermatozoi e della loro motilità, senza, però, alterare i valori ematici di LH, FSH, prolattina, testosterone ed estradiolo.
Inoltre, uno studio condotto su animali ha anche dimostrato un'attività di tipo afrodisiaco esercitata dalla stessa pianta.

Maca nella medicina popolare e in omeopatia

Le proprietà della maca erano già ben conosciute dalle popolazioni andine che per prime le attribuirono le proprietà per le quali questa pianta è oggi oggetto di studio. Infatti, già le antiche popolazioni peruviane sfruttavano la maca in campo medico per migliorare le prestazioni psicofisiche e come rimedio ricostituente e tonificante, oltre che come rimedio per contrastare l'infertilità e per migliorare le prestazioni sessuali.
Per quanto riguarda la medicina omeopatica, invece, al momento la maca non viene sfruttata in quest'ambito.
N.B.: le applicazioni della maca per il trattamento dei suddetti disturbi non sono né approvate, né supportate dalle opportune verifiche sperimentali, oppure non le hanno superate. Per questo motivo, potrebbero essere prive di efficacia terapeutica o risultare addirittura dannose per la salute.

Controindicazioni

Evitare l'assunzione di maca in caso d'ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.
Inoltre, l'utilizzo della maca è sconsigliato anche in pazienti con disturbi tiroidei, endocrini e/o della prostata, in gravidanza e durante l'allattamento.

lunedì 12 dicembre 2016

Il Vischio (Viscum album): pianta parassita.

Perché ci si bacia sotto il vischio? Si tratta di un'usanza molto antica che vediamo fare ogni anno nel periodo natalizio.
Il vischio era anche la pianta associata alla dea anglosassone Freya (o Frigga), sposa del dio Odino e protettrice dell'amore e degli innamorati. La leggenda narra che Freya aveva due figli, Balder e Loki. Il secondo, cattivo e invidioso, voleva uccidere il primo, buono e amato da tutti. 
Venuta a conoscenza di ciò Freya cercò di proteggere Balder e chiese a Fuoco, Acqua, Terra, Aria e a tutti gli animali e le piante di giurare la loro protezione per l'incolumità del figlio, e così fecero. 
Loki però scoprì che la madre non si era rivolta ad una pianta, che non viveva né sopra né sotto terra: il vischio. Intrecciando i rami di questa pianta fece così un dardo appuntito, lo diede al dio cieco dell'inverno, che lo tirò dal suo arco e colpì, uccidendolo, Balder. 
Tutti gli elementi della Terra e del Cielo si rattristarono per la morte dell'amato Balder e per tre giorni e tre notti cercano con tutte le loro forze di riportarlo in vita, ma non riuscirono. Freya, rassegnata e disperata, pianse tutto il suo dolore sul corpo del figlio. Magicamente, le lacrime sincere della madre, a contatto con il dardo di vischio, diventarono le bacche perlate della pianta e Balder riprese vita. Così Freya, colma di felicità, ringraziò chiunque passasse sotto l'albero su cui cresceva il vischio con un bacio. 
Da lì in poi la dea vuole che chi sta sotto il vischio si baci, per avere la sua protezione eterna, simbolo della vita e dell'amore che sconfigge anche la morte.
I Druidi attribuivano al vischio un grande potere. Essendo una pianta aerea, che non ha radici ma vive attaccata al tronco di altri alberi, era considerata manifestazione degli dei che vivono in cielo; il toccare l'umana terra avrebbe voluto dire perdere i propri preziosi poteri. In effetti se usato bene aveva effetti curativi e miracolosi, se usato male poteva essere velenoso.
Viene definita la pianta della Luna, grazie alle sue bacche bianche e lattiginose, che quasi brillano al buio. I Celti usavano coglierlo soltanto in caso di reale necessità e con un falcetto d'oro, vestiti di bianco, scalzi e digiuni.

Le proprietà terapeutiche

Le proprietà terapeutiche del vischio, chiamata scientificamente viscum album, sono tante. Conosciuti sono gli effetti che la pianta esercita per quanto riguarda la regolazione del sistema circolatorio. Il vischio riesce ad essere efficace contro l’ipertensione arteriosa, perché è in grado di migliorare l’irrorazione sanguigna a livello cerebrale e cardiaco e inoltre aumenta la diuresi.
Ha anche un’azione sedativa, perché calma le palpitazioni e il nervosismo. E’ considerato un rimedio contro l’arteriosclerosi, perché riesce ad arginare la formazione delle placche aterosclerotiche, le quali possono restringere o ostruire le arterie. Ecco perché questa pianta è indicata per la prevenzione nei casi di soggetti che hanno avuto delle trombosi o delle embolie cerebrali.
Il vischio ha anche un potere emostatico, difatti il suo uso è raccomandato anche in caso di irregolarità del ciclo o se si è soggetti a mestruazioni abbondanti o ad emorragie uterine. Può essere considerato un’ottima soluzione per rendere meno acuti i dolori reumatici e agisce come antinfiammatorio nei casi di sciatica.
La pianta in questione è capace di rendere meno complessi i problemi gastrointestinali, agendo nello specifico contro la diarrea. E’ ricca di sostanze molto utili per la salute, come i tannini, le mucillagini, le ammine, gli antiossidanti e l’acido caffeico.
Può essere impiegata per combattere le affezioni respiratorie, che provocano disturbi come tosse ed asma.

Le proprietà antitumorali

Le proprietà antitumorali del vischio sono state sfruttate a livello clinico in Europa fin dal 1926, quando si è utilizzato un prodotto fermentato, ottenuto dal succo crudo della pianta. Questa sostanza era utilizzata come agente immunoterapico contro il cancro. In effetti il vischio contiene delle proteine, che hanno degli effetti immunostimolanti e pertanto capaci di contrastare le cellule tumorali, inibendone la proliferazione.
L’utilizzo del vischio è consigliato anche durante il trattamento chemioterapico e nel periodo post-operatorio, per stimolare le difese dell’organismo e per rafforzare l’azione dei farmaci antineoplastici. La ricerca scientifica ha confermato che la pianta avrebbe degli effetti da non sottovalutare in alcuni tipi di tumore in particolare, come quello polmonare, del pancreas, del colon-retto, mammario e cervicale.

Le controindicazioni e gli effetti collaterali

Le controindicazioni del vischio consistono in dei casi di eventuale ipersensibilità accertata verso alcuni componenti della pianta. E’ da tenere presente che ci possono essere delle interazioni farmacologiche da tenere sotto controllo, quando si assumono farmaci anticoagulanti, immunosoppressori e antidepressivi.
Il vischio possiede anche una certa tossicità, per cui non si deve esagerare nella sua assunzione. In genere le bacche vengono considerate più tossiche rispetto alle foglie e agli steli. Si deve fare particolare attenzione, anche se non si vuole incorrere in degli effetti negativi, che consistono soprattutto in reazioni allergiche, ma anche, nei casi più gravi, in shock cardiovascolare. Sono sempre le bacche, le quali, se ingerite in abbondanza, possono provocare vomito e diarrea.

sabato 10 dicembre 2016

THERMORELAX combatte il dolore con il calore.



ThermoRelax si basa sulle proprietà terapeutiche della TERMOTERAPIA.
LA TERMOTERAPIA
La termoterapia è un metodo terapeutico utilizzato sin dall’antichità come rimedio per migliorare l’afflusso di sangue e di conseguenza, l’apporto di ossigeno alle fasce muscolari e per ridurre la rigidità delle articolazioni.
THERMORELAX COMBATTE IL DOLORE CON IL CALORE
Negli stati dolorosi, acuti e cronici,ThermoRelax può alleviare il dolore, rilasciando calore sulla parte interessata, rilassando le aree doloranti a causa di affaticamento, tensione muscolare, distorsioni, stiramenti, dolori articolari.
Utilizzabili in qualsiasi momento in cui si voglia beneficiare di un sollievo prolungato.
Il dispositivo
Una volta aperta la confezione, a contatto con l’aria, raggiungerà la temperatura ottimale nell’arco di 30 minuti, mantenendo un calore costante fino a 10 h.
Posizionato nella specifica fascia o sotto gli indumenti è già pronto all’uso in 3 minuti.
La Fascia
Le Fasce della linea ThermoRelax sono in morbido tessuto, pratiche da indossare e comode sotto gli indumenti. Sono riutilizzabili quante volte vuoi grazie alle specifiche ricariche vendute separatamente.

I VANTAGGI THERMORELAX – CALDO BENESSERE

  • COMBATTE IL DOLORE SENZA MEDICINALI
  • HA UN’AZIONE MIRATA CONTRO I DOLORI MUSCOLARI E ARTICOLARI
  • E’ FACILE DA USARE E INDOSSARE
  • E’ UN TRATTAMENTO COSTANTE A LUNGA DURATA

Colpo della strega – sintomi e cure




Generalmente conviene rimanere nella posizione che ha provocato il dolore, movimenti bruschi potrebbero aggravare eventuali contrazioni muscolari.

Il riposo è inizialmente la terapia più efficace:

non dovrebbe però superare le 24/48 ore per non indebolire i muscoli.
Il dolore acuto dovuto al colpo della strega si risolve solitamente nel giro di 2-3 giorni, anche se per la sua scomparsa totale potrebbe essere necessaria una settimana ed oltre.
Durante questo periodo si consiglia di evitare sforzi e cercare di compiere movimenti lenti, senza torsioni brusche.
E quando passa la fase acuta?
Una volta superata la fase acuta, si può curare il dolore -se non eccessivo- con rimedi naturali, come gli oli essenziali (camomilla, rosmarino e lavanda) che contengono principi attivi ad azione antinfiammatoria.
Sono utilissimi allo scopo anche la terapia del calore ed esercizi di allungamento e riscaldamento della muscolatura.
Se poi il dolore fosse veramente intenso, consigliamo di affidarsi alle mani esperte di un medico osteopata.
Nota bene: nessuno dei suddetti suggerimenti o raccomandazioni sostituisce il parere del medico.

venerdì 9 dicembre 2016

Reflusso gastroesofageo

I sintomi del reflusso gastroesofageo

Bruciore a livello dello sterno, rigurgito acido, dolore toracico, tosse cronica, asma non allergica, raceudine e mal di gola: questi sono i principali sintomi del reflusso gastroesofageo che spesso, comparendo la notte e disturbando il sonno, posso pesantemente compromettere la qualità di vita.
Il reflusso gastroesaofageo è, sostanzialmente, la risalita del contenuto acido nell'esofago, quel canale lungo 25-30 cm che collega la bocca con lo stomaco.
Quando si mangia, l'esofago, aiutato dalla forza di gravità e da una serie di movimenti ritmici, riesce a far progredire il cibo deglutito verso il basso. Il passaggio del bolo alimentare nello stomaco è regolato dallo sfintere esofageo inferiore, una speciale valvola muscolare che si apre per consentire il transito del cibo, l'eruttazione ed il vomito.  Proprio questo sfintere richiudendosi impedisce la risalita verso l'alto dei succhi acidi presenti nello stomaco.
Il reflusso gastroesofageo si verifica quando l'omonimo sfintere si rilascia nel momento non opportuno consentendo il passaggio verso l'alto del contenuto gastrico (vedi figura). In virtù della sua acidità tale materiale va ad irritare la mucosa esofagea scatenando i sintomi tipici del disturbo.
Tale condizione diventa patologica quando il reflusso si verifica troppo spesso o quando il contenuto gastrico è eccessivamente acido.

Malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE) ?

In condizioni normali il contenuto gastrico refluisce nell'esofago in modesta quantità ed in maniera episodica. Solo quando tale reflusso diventa importante per frequenza o per severità dei sintomi si instaura la cosiddetta malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). 
La MRGE è una malattia benigna ma può essere causa di  disturbi cronici ricorrenti che interferiscono con la normale qualità della vita. Oggi si può parlare di malattia soltanto quando questi sintomi (rigurgito e bruciore retrosternale) compaiono almeno una volta alla settimana.

Cause

La causa più comune della malattia da reflusso gastroesofageo è l'alterata funzionalità dell'omonimo sfintere. Come abbiamo visto, quando questa specie di valvola non funziona correttamente il chimo gastrico può risalire verso l'alto irritando l'esofago.
Se non esistesse lo sfintere gastroesofageo, durante questo esercizio il contenuto gastrico, spinto dalla forza di gravità, sarebbe libero di risalire lungo l'esofago
La seconda causa in ordine di importanza è il rallentato svuotamento gastrico. Quando mangiamo il cibo triturato e amalgamato con la saliva giunge nello stomaco dove può rimanere per tempi più o meno lunghi. Tanto maggiore è il periodo di permanenza gastrica del cibo e tanto maggiori sono le probabilità che si verifichi un reflusso gastroesofageo.
Possono esistere inoltre dei problemi di motilità dell'esofago; in questi casi si assiste ad un'alterazione della sua capacità di far scendere il cibo dalla gola fino allo stomaco.
Anche alterazioni salivari possono predisporre il soggetto alla malattia da reflusso e alle sue complicanze. Ricordiamo infatti che la saliva è leggermente basica e che, essendo inoltre ricca di bicarbonati, è in grado di tamponare piccole quantità di acido accidentalmente risalite lungo l'esofago. Non è certo un caso che uno dei sintomi tipici della malattia da reflusso sia l'ipersalivazione, un metodo adottato dall'organismo per difendersi dagli acidi.
Se per qualche motivo il pH salivare si abbassa tale protezione viene meno e rende l'esofago più suscettibile all'attacco acido.
Insieme alla saliva la peristalsi esofagea contribuisce a proteggere l'esofago rimuovendo i reflussi acidi fisiologici.

Reflumil: contrasta i disturbi da reflusso.

Reflumil grazie ai principi attivi contenuti nell'estratto di puro succo di Aloe liofilizzato (1:200), coadiuva la regolare funzionalità del sistema digerente. Contiene Mucosave (polisaccaridi derivanti da Opuntia Ficus Indica e polifenoli contenuti nell'Olea Europaea)
Consigli per l'uso: si consiglia l'assunzione di 2 compresse dopo cena prima di coricarsi. Una seconda somministrazione può essere ripetuta nel corso della giornata secondo necessità individuale o comunque al bisogno.

Ingredienti: Sodio alginato, Mucosave (Opuntia Ficus Indica cladodi, Olea Europea foglie) estratto secco, Sodio bicarbonato, Calcio carbonato, Aloe (Aloe Vera succo essiccato) polvere in rapporto 1:200. Coadiuvanti tecnologici: Cellulosa microcristallina, Sorbitolo, Silice biossido, Magnesio stearato, Maltodestrine.

mercoledì 7 dicembre 2016

Menopausa. La natura per la donna.

La menopausa non è una malattia ma un momento fisiologico della donna che coincide con il termine del ciclo mestruale e quindi dell'età fertile. Il cambiamento è inevitabile !!!
Prima o poi ogni donna attraversa questa fase naturale di cambiamento. Chi prima, chi dopo. Il numero di ovuli, infatti, è già prestabilito fin dalla nascita. Solitamente le ovaie iniziano a ridurre la produzione di ormoni femminili verso i 45-55 anni, il livello di estrogeno diminuisce.
I principali cambiamenti nei livelli ormonali si manifestano in misura differente. Due terzi di noi donne si trovano a dover affrontare pesanti effetti negativi, sia sotto il profilo fisco che emotivo. Un terzo ha la fortuna di avere solo sintomi lievi.

I cambiamenti ormonali sono solo un aspetto della menopausa. Non devono essere ignorati, ma non dobbiamo neanche focalizzarci su di essi. Sapere che in alcune culture non esistono le parole “menopausa” o “vampate di calore” dovrebbe far riflettere.
C’è lo zampino delle lobby? Fin dagli anni ’60, le lobby farmaceutiche e i medici ci hanno convinti del fatto che dopo la menopausa le donne possano rimanere sane solo assumendo prodotti farmaceutici. Come dire, le donne non devono lamentarsi se decidono di patire i sintomi causati dai cambiamenti ormonali tipici della “malattia menopausa”, come ad es. le vampate di calore, la depressione o la secchezza vaginale, anziché colmare il deficit ormonale con una terapia ormonale sostitutiva (TOS).
La somministrazione di combinazioni estro-progestiniche a prima vista potrebbe apparire sensata. Tuttavia, da quando ho iniziato ad interessarmi a fondo all’argomento, ho cambiato la mia opinione. Mi sono resa conto che, allo stato attuale della scienza, la terapia sostitutiva è collegata ad un maggiore rischio di ammalarsi di cancro al seno e all’utero. Ci sono numerosi studi che lo dimostrano.
Mi sono impegnata a cercare alternative alla TOS per alleviare i sintomi. Così ho iniziato a provare un po’ di tutto: l’iperico e l’agnocasto, il trifoglio rosso e la cimicifuga racemosa e anche gli estratti di radice di rabarbaro e le cure con derivati della soia.
E così ho trovato Donna W, una linea di prodotti per la donna in menopausa che si vuole tutelare, raggiungere e mantenere il benessere non solo fisico ma anche mentale.

martedì 6 dicembre 2016

Omega 3 e Omega 6, come integrarli?

Sia gli acidi grassi omega-3 (ω-3) sia gli omega-6 (ω-6) sono importanti componenti delle membrane cellulari e sono importanti precursori di molte altre sostanze nell'organismo come quelle coinvolte nella regolazione della pressione sanguigna e nelle risposte infiammatorie. Gli acidi grassi ω-3 sono considerati sempre di più come fattori di protezione nelle malattie cardiache letali e sono noti i loro effetti antinfiammatori, che possono essere importanti in queste ed in altre malattie. C'è anche una crescente attenzione per il ruolo degli acidi grassi omega-3 nella prevenzione del diabete e di alcuni tipi di neoplasie.
Il corpo umano è capace di produrre tutti gli acidi grassi necessari, eccetto due: l'acido linoleico (LA), un acido grasso ω-6 e l'acido alfa-linolenico (ALA), un acido grasso ω-3. Questi devono essere apportati dalla dieta e si definiscono anche “acidi grassi essenziali”. Entrambi questi acidi grassi sono necessari per la crescita e la guarigione dei tessuti, ma possono anche essere utilizzati per la produzione di altri acidi grassi (es. l'acido arachidonico (AA) deriva dall'LA). Tuttavia, poiché la conversione ad acido grasso omega-3 eicosapentaenoico (EPA) e docosaesenoico (DHA) è limitata, si consiglia di includere nella dieta questi acidi grassi. Gli acidi grassi ALA e LA si trovano nei vegetali e nell'olio di semi. Anche se i livelli di LA sono di solito più alti rispetto a quelli di ALA, l'olio di colza e di noci ne sono ottime fonti. Gli acidi grassi EPA e DHA si trovano nell'olio di pesce (es. salmone, sgombro, aringa). L'acido grasso AA si può ottenere da fonti animali quali la carne e l'albume d'uovo.
 
Il rapporto omega-3/omega-6
 
Nel corpo umano LA e ALA sono in competizione, in quanto metabolizzati dallo stesso enzima. Questo aspetto è da tenere in considerazione per la salute poiché una eccessiva assunzione di LA potrebbe ridurre la quantità di enzima disponibile per il metabolismo di ALA con il conseguente aumento del rischio di malattie cardiache. Dati a sostegno di questa teoria mostrano che negli ultimi 150 anni, l'apporto di omega-6 è aumentato, mentre quello degli omega-3 è parallelamente diminuito, con l'aumento di malattie cardiache. Pertanto è stato applicato il concetto di un rapporto “ideale” tra omega-6 ed omega-3 nella dieta.
 
Tuttavia, non è ancora stato identificato il rapporto associato alla riduzione del rischio delle malattie cardiache e attualmente molti esperti suggeriscono che il rapporto è meno importante; ciò che preoccupa di più i ricercatori è la quantità assoluta di acidi grassi assunti. Un lavoro pubblicato su questo argomento ha stabilito che aumentando solamente la quantità di ALA, EPA e DHA nella dieta si può ottenere la quantità desiderata di questi acidi grassi nei tessuti corporei, e che non è necessario diminuire l'apporto di LA e AA. Inoltre, il metodo utilizzato è identico sia per le diete che hanno un corretto apporto di omega-6 e omega-3, sia per quelle che sono carenti di entrambi.
 
Come ristabilire l’equilibrio tra omega 3 e omega 6

Il modo migliore per ristabilire un giusto equilibrio nel rapporto tra gli ω-6 e gli ω-3, è quello di apportare alcune modifiche nelle proprie abitudini alimentari, così da incrementare, nel modo corretto, il consumo di cibi ricchi di omega-3:
  • Limitare il consumo di oli di semi di girasole, sesamo, noci, arachidi, mais, preferendo sempre e comunque oli spremuti a freddo;
  • Utilizzare di norma l’olio d’oliva per condire e insaporire i piatti in cucina;
  • Ridurre il consumo di carne, uova e prodotti caseari;
  • Consumare pesce azzurro due o tre volte a settimana, anche sotto forma di olio;
  • Introdurre nel proprio menu i semi di Chia, l’olio di canapa e di lino, i kiwi ed i mirtilli rossi, tutte altre buone fonti di omega-3.
  • Tra verdure e ortaggi, spinaci e cavolfiori hanno un posto di rilievo circa la quantità di omega-3 posseduti.
Gli alimenti ricchi di omega-3 andrebbero cotti per poco tempo, a causa dell’alta sensibilità che gli acidi grassi hanno nei confronti delle alte temperature. Pertanto, onde evitare di perdere una quota importante di ω-3, è consigliabile ridurre i tempi di cottura del pesce. Attraverso queste piccole accortezze, sarà possibile non soltanto variare i pasti e provare gusti nuovi per il palato, ma soprattutto si darà una mano concreta al proprio stato di salute e al benessere generale dell’organismo, garantendone un miglior funzionamento.
NOTA BENE: recenti sviluppi indicano come - in termini di rischio cardiovascolare - il rapporto omega 6/omega 3 non giochi un ruolo rilevante nella realtà clinica. Piuttosto che affannarsi alla ricerca di un ottimale bilanciamento, sembra preferibile preoccuparsi di sostituire i grassi saturi e quelli trans con analoghe quantità di acido linoleico. Infatti, nell'ambito di una dieta a basso tenore di grassi saturi e trans, un apporto di ω-6, in particolare di acido linoleico, almeno fino al 5-10% delle calorie totali, sembra svolgere un effetto protettivo nei confronti del rischio coronarico.
Analogo discorso per l'attività pro-infiammatoria degli omega-6, la quale - seppur ampiamente teorizzata e dimostrata in vitro - non sembra trovare conferma negli studi sull'uomo. Anzi, alcuni studi hanno addirittura rilevato una correlazione inversa, con prevalenza dell'attività antiinfiammatoria in vivo degli ω-6 introdotti con la dieta.

lunedì 5 dicembre 2016

Tinta per capelli senza Parafenilendiammina

BioKap Nutricolor Tinta Delicato

Colori caldi, luminosi e naturali

Formulazione senza Parafenilendiammina.

L’esclusiva formula di BioKap Nutricolor Tinta Delicato, a base di ingredienti vegetali e ad alta tollerabilità cutanea, nutre e ripara i capelli  mentre li colora e copre perfettamente i capelli bianchi. Con complesso TRICOREPAIR a base di proteine del riso, derivato del salice ed acidi lipofili di frutta. Arricchito con olio di Argan da agricoltura biologica, nutre i capelli e li rende più morbidi e luminosi.

Formulazione senza Parafenilendiammina e senza Fenilendiammine.

Biokap Nutricolor Tinta Delicato + è la formulazione più delicata della linea BioKap Nutricolor, in 4 nuances, anche senza Fenilendiammine. La sua esclusiva formula a base di ingredienti vegetali e ad alta tollerabilità cutanea nutre e ripara i capelli  mentre li colora e copre perfettamente i capelli bianchi. Con complesso TRICOREPAIR a base di proteine del riso, derivato del salice ed acidi lipofili di frutta. Arricchito con olio di Argan da agricoltura biologica, nutre i capelli e li rende più morbidi e luminosi.

QUANDO USARLO

Per coprire perfettamente i capelli bianchi, fin dalla prima applicazione e per una colorazione di lunga durata.

COME USARLO

Da oggi utilizzare le tinte Biokap Nutricolor è ancora più pratico: inserisci il flacone Nutrifix nel foro indicato dal tratteggio sul retro dell’astuccio ed indossa la mantellina protettiva monouso contenuta all’interno della confezione. Poi procedi  miscelando il contenuto del tubo del colore e come da indicazioni contenute nel foglietto di istruzioni.
Scegliere le nuances in rapporto alla quantità di capelli bianchi, seguendo le istruzioni presenti sulla confezione.

COSA CONTIENE

Complesso TRICOREPAIR a base di proteine del Riso ad azione ristrutturante, derivato del Salice con azione protettiva del colore e acidi lipofili della frutta che si prendono cura del cuoio capelluto durante il periodo di applicazione della tinta. L’Olio di Argan, per l’elevato contenuto di acidi grassi insaturi e vitamina E, protegge, ristruttura e rende luminosi i capelli sfibrati e fragili.

NOTE

14 Nuances. Senza Ammoniaca, senza Resorcina, senza Parabeni, senza Profumo e senza Parafenilendiammina. Nickel tested e Dermatologicamente testato.
Prima dell’uso leggere attentamente le istruzioni riportate sulla confezione. Effettuare sempre un test di sensibilità 48 ore prima di ogni applicazione.
https://www.youtube.com/watch?v=Ds7gky3EmGg&feature=youtu.be