sabato 28 gennaio 2017

Antibiotico-resistenza: pericolo per l'umanità.

L'antibiotico-resistenza rappresenta una delle più grandi minacce che l'umanità dovrà affrontare nei prossimi anni: i governi di tutto il mondo e le principali istituzioni che si occupano di Salute guardano con molta preoccupazione questa emergenza.
L'antibiotico-resistenza rappresenta un pericolo per la salute e la sicurezza di tutta l'umanità.
La situazione del nostro Paese è molto grave: l'Italia è il Paese europeo con la più alta percentuale di resistenza verso quasi tutti gli antibiotici e oggi si registrano circa 7.000 decessi ogni anno causati da batteri che non rispondono più ai trattamenti. Tra le cause che hanno portato all'instaurarsi di questa situazione c'è l'uso improprio che è stato fatto negli anni degli antibiotici, alla base del quale c'è soprattutto una mancata conoscenza del corretto utilizzo di queste sostanza. Conoscere le differenze, approfondire, interrogarsi sulle proprie abitudini, significa compiere un percorso di consapevolezza e di tutela. E' in pericolo la salute principalmente dei bambini che, sottoposti ad un uso scorretto di farmaci come gli antibiotici, diventeranno adulti più fragili e malati.
Prodeco Pharma ci propone di realizzare, insieme, una campagna di sensibilizzazione sulla tematica dell'antibiotico-resistenza e ci offre strumenti di comunicazione per creare occasioni di informazione e sensibilizzazione sulla tematica.
Partiamo da qui. Dal futuro. Pensiamo alla salute dei bambini, approfondiamo la nostra conoscenza, compiamo scelte consapevoli: custodiremo il loro futuro e quello della società.
Vi aspetto in Erboristeria in via Garibaldi, 91 ad Alberobello. 

giovedì 26 gennaio 2017

Salute: il sintomo non è la malattia

La via per la salute? Cercare sempre l’origine del nostro problema!

Di fronte ad un problema di salute, l’approccio della medicina occidentale è quello di offrire un rimedio (che non sempre è la soluzione al problema stesso).
Dottore ho mal di testa. Cosa posso prendere per farmelo passare?”. Le richieste sono di questo tipo. Si segue un approccio sintomatico, ovvero un approccio che prevede la soppressione del sintomo.
Da tener conto che il sintomo non è la malattia: è il modo in cui si manifesta uno squilibrio, il modo in cui il nostro organismo ci segnala la presenza di un disagio più profondo. Rimuovendo il sintomo, avremo semplicemente messo a tacere noi stessi.
La soluzione? Ascoltare il messaggio, interpretarlo, risalire alla causa del problema e lavorare su quello.
Coloro che si limitano a studiare e a trattare gli effetti della malattia sono come persone che si immaginano di poter mandar via l’inverno spazzando la neve sulla soglia della loro porta.
Non è la neve che causa l’inverno, ma l’inverno che causa la neve.
Theophrastus Paracelsus (1493-1541)
Un disagio può essere interpretato in chiave Yin o Yang. E i messaggi che ci vengono dai nostri desideri alimentari possono svelare la nostra condizione.
Cosa vuol dire aver voglia di dolce? Probabilmente mangiamo troppi cibi animali e prodotti da forno! Ossia, siamo in una condizione troppo Yang e, per bilanciare, cerchiamo lo Yin!
La soluzione? Eliminare la causa: rimuovere i cibi troppo Yang (compreso il troppo salato!)
Se abbiamo voglia di zucchero e continuiamo a mangiare cibi animali o prodotti da forno, questi ci portano ad una congestione maggiore di milza/pancreas (ci fanno aumentare l’insulina): ciò ci causerà ipoglicemia e ci porterà a desiderare maggiormente zucchero, cibi dolci.
Chiaramente, sarà buona norma, eliminare anche lo zucchero e i prodotti raffinati (ad alto indice glicemico!).
Ippocrate, vissuto 2500 anni or sono, aveva già compreso l’impossibilità della guarigione senza eliminare le reali cause. Oggi abbiamo disimparato e, facendoci guidare dall’influenza della medicina moderna, ci limitiamo a eliminare il sintomo.
Cerchiamo sempre l’origine del nostro problema!
Questa è la via per la salute!
Spesso non è ciò che mangiamo che ci cura, ma ciò che non dovremmo mangiare.

mercoledì 25 gennaio 2017

Cartilagine di squalo: quali proprietà?

La cartilagine di squalo che serve al benessere del ginocchio e contro l'artrosi, viene ricavata dalle pinne e dalla testa degli squali, ed è composta da sali di calcio, amminoacidi, proteine, glicoproteine ed altri minerali, la cartilagine di squalo può essere efficace contro particolari condizioni quali l’artrite, l’osteoporosi, la psoriasi, le malattie infiammatorie, il cancro e la degenerazione muscolare.
Grazie alla sua capacità di inibire l’angiogenesi, ossia lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni a partire da quelli già esistenti, la cartilagine di squalo viene generalmente usata nelle cure che hanno come scopo il trattamento alternativo del cancro, proprio perché riesce a bloccare il rifornimento di sostanze nutritive e di ossigeno al tumore e ad impedire perciò la crescita di quest’ultimo.
Secondo degli appositi studi scientifici inoltre, questa sostanza sembrerebbe avere anche delle proprietà anti-tumorali in grado di aumentare l’attività del sistema immunitario, fermando o rallentando a loro volta la crescita del cancro.
I glicosaminoglicani presenti nella cartilagine infatti sono in grado di stimolare il sistema immunitario e di generare delle mirate azioni anti-infiammatorie che vanno a colpire i tumori.
Cartilagine di squalo come anti-infiammatorio: alcune proteine presenti nella cartilagine di squalo permettono a questa sostanza di possedere delle particolari proprietà anti-infiammatorie, efficaci in caso di psoriasi, ovvero un’ infiammazione della pelle causata dalla dilatazione dei capillari.
Grazie alle sue proprietà ed alla capacità di inibire la formazione di nuovi vasi sanguigni, un uso regolare e costante di cartilagine di squalo può perciò diminuire drasticamente il rischio non solo della psoriasi, ma anche dell’eczema per quanto riguarda ancora la pelle, e dell’asma, un’altra condizione infiammatoria delle vie respiratorie.
Cartilagine di squalo ed artrite: la cartilagine di squalo può aiutare notevolmente le persone che soffrono di artrite, in quanto un apporto corretto e costante di tale sostanza può favorire sicuramente la ricostruzione della cartilagine nel corpo, oltre ad aumentare la produzione e la quantità di liquido sinoviale ed a permettere una migliore circolazione del sangue alle estremità.
Se assunta per un lungo periodo di tempo, la cartilagine di squalo consente anche di eliminare il dolore articolare e di diminuire i sintomi dell’artrite stessa.
Cartilagine di squalo ed osteoporosi: poiché la cartilagine di squalo contiene calcio ed altri minerali nella sua composizione, assumerla significa incrementare la quantità di tali sostanze nel corpo, che non possono fare altro che giovare e rafforzare le ossa, diminuendo allo stesso tempo la probabilità del rischio di osteoporosi.
Dosaggio della cartilagine di squalo: la quantità di cartilagine di squalo giornaliera varia da persona a persona. In modo particolare:
Per prevenire l’insorgenza di sintomi e condizioni, è sufficiente un apporto compreso tra 500 mg e 2 grammi giornalieri.
In caso di lievi dolori, 3 grammi al giorno possono essere sufficienti.
In caso di dolore acuto, è necessario un apporto di 5 grammi al giorno, che può essere diminuito a 2 se dopo una settimana il dolore diminuisce.
In caso di dolore cronico, devono essere presi 10 grammi al giorno nella prima settimana, poi ridotti a 2 se il dolore diminuisce.
In caso di artrite o di lesioni sportive, sono necessari 10 grammi di cartilagine di squalo al giorno, suddivisi in tre dosaggi tra mattino, pomeriggio e sera, per poi diminuire la quantità una volta che il dolore comincia farsi meno intenso.
E’ comunque molto consigliato rivolgersi sempre al proprio medico di fiducia o al proprio fornitore, che indicheranno il dosaggio che più è consono in base alle caratteristiche ed alla salute di ognuno, per evitare così eventuali effetti collaterali.
Effetti collaterali e controindicazioni della cartilagine di squalo: alcuni effetti collaterali che sono stati segnalati in seguito ad un sovradosaggio di cartilagine di squalo includono indigestione, febbre, nausea e costipazione.
La cartilagine di squalo può diminuire la formazione di vasi sanguigni, e proprio per questo motivo il processo di guarigione che può seguire ad una malattia o ad un intervento chirurgico può venire rallentato. Inoltre, gli atleti ed i body buliders che stanno seguendo uno specifico programma di allenamento per aumentare i muscoli dovrebbero evitare tale sostanza, in quanto i muscoli hanno bisogno della formazione di nuovi vasi sanguigni per crescere.
Anche le persone che sono allergiche ai frutti di mare dovrebbero evitare la cartilagine di squalo, poiché può generare delle reazioni allergiche in questo caso.
Delle infezioni inoltre potrebbero verificarsi anche nelle persone che possiedono un numero basso di globuli bianchi.
La cartilagine di squalo per finire può ostacolare lo sviluppo e la crescita dei bambini, quindi le donne in gravidanza o in fase di allattamento dovrebbero evitare di prenderla.
Nel caso dovessero presentarsi uno o più dei seguenti sintomi, è molto consigliato richiedere l’assistenza medica o sanitaria.

martedì 24 gennaio 2017

Con il maqui difendi anche gli occhi

L’Aristotelia chilensis – questo il nome scientifico del vegetale – è una pianta della famiglia delle Elaeocarpaceae diffusa nelle foreste temperate del Cile e dell’Argentina. L’arbusto, pur mantenendo un fusto mediamente sottile, può raggiungere i 5 metri d’altezza e produce delle particolari bacche violacee, dal sapore lontanamente simile al sambuco. Pur essendo una pianta sempreverde, la produzione del frutto – quello che si utilizza agli scopi di cura – è molto lenta: ci vogliono più di 5 anni per raggiungere un raccolto di circa 10 chili. Di seguito, le proprietà e gli usi più comuni.
Le peculiarità curative delle bacche di Maqui sono definite dai loro principi attivi e nutritivi. In particolare, già ben noto è l’effetto della vitamina E per contenere tutti quei problemi dovuti all’invecchiamento e ai radicali liberi, dalla cura della pelle alla caduta dei capelli. Le applicazioni di questa pianta, tuttavia, non si limitano a questi unici campi. Le dosi per l’assunzione variano da persona a persona, a seconda del disturbo che si intende trattare, e non possono prescindere dal consiglio di uno specialista. Di seguito gli usi più famosi, solitamente in infuso, in succo o tramite integratori alimentari:

Effetti collaterali e controindicazioni

A oggi non esistono sufficienti studi sui possibili effetti collaterali, così come anche sulle precise controindicazioni, derivanti dall’assunzione delle bacche di Maqui. Per questo motivo la somministrazione deve essere effettuata con estrema cautela e sempre dopo aver vagliato il parere del medico curante. Inoltre, non essendone ancora note le interazioni, sarebbe meglio evitare il ricorso in concomitanza con altre cure farmacologiche, in particolare medicinali per la riduzione dei livelli di colesterolo, poiché il rimedio ne potrebbe aumentare gli effetti. Sebbene manchi una precisa rappresentatività statistica, diversi consumatori hanno lamentato stipsi introducendo le bacche di Maqui nella loro dieta: si tratta di un effetto collaterale probabilmente compatibile con le caratteristiche astringenti del ritrovato.

lunedì 23 gennaio 2017

Fitomariano Solgar, ovvero: Silybum marianum Gaertn.

Fitomariano Solgar, ovvero: Silybum marianum Gaertn.
Il Cardo mariano (Silybum marianum Gaertn.) è una pianta erbacea che cresce nel bacino del Mediterraneo in terreni incolti e aridi. Contiene Flavolignani cioè derivati dei flavonoidi tra cui la più nota silimarina.
FITOMARIANO contiene l'estratto di semi di Cardo mariano standardizzato all'80% in flavonoidi totali inclusa silimarina in associazione alla pianta intera polverizzata. Il Cardo mariano è antiossidante, supporta la funzionalità digestiva ed epatica e favorisce le funzioni depurative dell'organismo. Queste proprietà rendono il cardo mariano un utile supporto all'organismo in seguito ad un uso prolungato di farmaci, di eccesso di tossine o semplicemente per un periodo di depurazione. (Certificato KOF-K di Solgar n.K-1250.)
Cardo Mariano (Silybum marianum Gaertn.) pianta intera polverizzata ed estratto standardizzato di semi (80% flavonoidi totali inclusa silimarina). Idrossipropilmetilcellulosa. Antiagglomerante: Magnesio stearato vegetale. Agente di carica: Cellulosa microcristallina. Antiossidante: Base in polvere PhytO2XTM(beta-carotene e vitamina C [acido L-ascorbico]).
Questa bella pianta delle Composite deve il suo nome a una tenera leggenda: le macchie bianche che costellano le foglie inferiori, disposte a stella, sarebbero state formate dalle gocce di latte cadute dal seno della Madonna mentre allattava il piccolo Gesù. Il cardo mariano cresce ovunque nel bacino mediterraneo svettando i fiori piumosi color ametista sul lungo gambo fibroso. Usato fin dall'Alto Medioevo, il cardo mariano entra in tutti gli erbari come rimedio per le fitte al cuore e all'addome, contro le emorragie e i crampi infantili.
A chi serve il cardo mariano
-         A chi soffre di cirrosi o epatite
-         Durante o dopo l'assunzione prolungata di farmaci di sintesi
-         A chi consuma molto alcool
-         Ai fumatori irriducibili
Modo d'utilizzo
Deglutire da 1 a 3 capsule vegetali al giorno, con acqua, preferibilmente al pasto. Non superare la dose consigliata. Confezionato in bottigliette da 60 capsule vegetali.
Cautele d'utilizzo
Sconsigliato in gravidanza e allattamento.


sabato 21 gennaio 2017

Olio essenziale di Rosmarino

L’olio essenziale di rosmarino è ricavato da Rosmarinus Officinalis , una pianta della famiglia delle Labiate, dal caratteristico profumo mediterraneo, può essere utilizzato in diverse situazioni: aiuta in caso di stanchezza, raffreddore, tosse, dolori muscolari e reumatici. L’essenza di rosmarino si rivela poi utile anche per purificare la pelle e il cuoio capelluto.

Stimolante e tonico: l’olio essenziale di rosmarino agisce sul sistema nervoso centrale e si mostra particolarmente benefico in caso di stanchezza fisica o mentale, nervosismo, scarsa memoria o concentrazione. Ottimo quindi da diffondere quando si studia, si lavora al computer o ci si sente spossati.
Battericida e antivirale: Come la maggior parte degli oli essenziali anche quello di rosmarino ha effetto contro germi e batteri. Utile quindi diffonderlo in caso di malanni stagionali, in combinazione con altre essenze come quelle di eucalipto, pino o timo.
Mucolitico ed espettorante: l’olio di rosmarino è molto indicato in caso di raffreddore o tosse in quanto contribuisce a fluidificare il muco e ne favorisce quindi l’espulsione. A questo scopo, oltre alla classica diffusione negli ambienti, si può utilizzare per fare suffumigi o per bagni aromaterapici utili ad alleviare i sintomi dei malanni di stagione.
Antinfiammatorio e antidolorifico: l’essenza di rosmarino può aiutare ad alleviare le infiammazioni, ad esempio quelle a muscoli o articolazioni, combinando insieme anche un effetto antidolorifico. Ecco perché viene spesso utilizzato, a volte miscelato ad altri oli essenziali, per realizzare massaggi aromaterapici curativi.
Anticellulite: l’olio essenziale al rosmarino contribuisce a combattere i ristagni linfatici e i depositi di grasso e aiuta la circolazione. Si può utilizzare per effettuare un massaggio drenante diluendolo però prima in un olio vettore.
Disintossicante e purificante: l’olio essenziale di rosmarino agisce come un disintossicante naturale ed è ottimo da utilizzare su pelle e cuoio capelluto in quanto antisettico. Utile ad esempio in caso di acne o brufoli, mentre aggiunto ad uno shampoo neutro aiuta la ricrescita dei capelli e agisce come antiforfora.

Come utilizzare l’olio essenziale di Rosmarino

Diffusione negli ambienti:  come per gli altri oli essenziali basta una goccia di olio al rosmarino per ogni metro quadro di ambiente in cui si vuole spargere l’aroma. Ci si può servire di un diffusore a candela, di uno elettrico ma anche più semplicemente delle vaschette d’acqua dei termosifoni per diffondere questa essenza da sola o in combinazione con altre.
Bagno aromatico: il bagno aromatico al rosmarino offre molteplici vantaggi, è tonificante per il corpo e la mente, dona serenità, infonde coraggio ma è ottimo anche per disintossicare l’organismo e alleviare i dolori. Diluite 5 o 6 gocce di rosmarino in uno o due cucchiai di sale integrale e poi versate in acqua calda. Ottimo anche come pediluvio.
Suffumigi: in caso di raffreddore o tosse l’olio di rosmarino può essere utilizzato per fare dei suffumigi solo o in combinazione con tea tree oil o altri oli come timo e eucalipto. Sono sufficienti 2-3 gocce da diluire in un cucchiaio di bicarbonato di sodio e poi versare in acqua bollente. Respirare l’aroma sprigionato coprendosi la testa con un asciugamano e chiudendo gli occhi.
Massaggio antidolorifico: l’olio essenziale di rosmarino si può utilizzare come antidolorifico naturale diluendolo in olio di mandorle, jojoba, arnica o in una crema neutra. Il quantitativo necessario è di 5-10 gocce di essenza per 50ml di olio vettore. Massaggiare delicatamente la zona dolente fino a che l’olio non sia stato ben assorbito.
Massaggio anticellulite: diluite 5 gocce di essenza al rosmarino in un cucchiaio di olio di mandorle dolci e procedete ad un massaggio lento ma deciso nelle zone colpite da cellulite. Il movimento deve essere circolare e partire dal basso per andare verso l’alto. Altri oli indicati contro la ritenzione idrica sono il limone, il cipresso e il pompelmo che potete usare anche in combinazione tra loro.
Bellezza di pelle e capelli: bastano una o due gocce di olio essenziale di rosmarino in una normale crema per il viso per aiutare la pelle a difendersi da acne e brufoli. Per aiutare la crescita dei capelli e migliorare il microcircolo del cuoio capelluto versate invece le gocce nel quantitativo di shampoo adatto alla vostra lunghezza prima di effettuare il lavaggio, lasciare agire qualche minuto prima di risciacquare abbondantemente.

Controindicazioni

Da evitare l’utilizzo dell’olio essenziale di rosmarino in gravidanza e nei bambini sotto i 6 anni. Essendo un olio molto forte e attivo è sempre bene diluirlo in un olio vettore per evitare problemi di sensibilizzazione alla pelle (nel caso ovviamente si decida di applicarlo su alcune zone del corpo). Da evitare assolutamente in caso si soffra di crisi epilettiche dato il suo potere stimolante sul sistema nervoso.

venerdì 20 gennaio 2017

Bardana o Arctium lappa

La bardana è una pianta erbacea biennale, a radice grossa, foglie ovali, lunghe circa mezzo metro, con fusto robusto, alto fino a 1,5 metri e fiori a capolini quasi sferici di color porpora. E’ originario dell’Europa e successivamente è stata introdotta nel nord europa e nel nord dell’Asia. Cresce in terreni ammoniacali, in zone abitate ed è comune nel nostro paese. Fiorisce in luglio ma se ne utilizzano le radici, raccolte in autunno, seccate e conservate in un luogo asciutto.
Il nome Arctium, come tanti altri, fu introdotto nella sistematica da Linneo, ma sicuramente l’origine è più antica. Arctium in greco vuol dire orso. Probabilmente si fa riferimento alla villosità e all’aspetto ispido della pianta. 
Il nome della specie potrebbe derivare dal celtico: llap che in questa lingua vuol dire "mano". Infatti, il fiore, come una mano si attacca a qualunque cosa gli passi vicino. 
Mentre un’altra etimologia lo fa derivare dal greco: labein (attaccarsi), riferendosi sempre al fatto che il frutto si attacca ai vestiti e ai peli degli animali.
La pianta è conosciuta fin dall’antichità come ortaggio e pianta medicinale. Nell’antica medicina popolare era antidoto contro i morsi dei serpenti velenosi e dei cane affetti da rabbia; ciò indica quanto valore si attribuisse alla capacità della bardana di "penetrare" in profondità e di “attaccare” con i fiori uncinati.

La Bardana trova il suo impiego come diuretico, antireumatico e nella cura della pelle in caso di acne o dermatiti.

La Bardana contiene lappina, inulina, acido tannico e sostanze mucillaginose ed è considerata una delle piante depurative più importanti non solo per la nostra tradizione ma anche per la medicina cinese. Da sempre è conosciuta come pianta dermopatica, riscontrando un grande utilizzo nella cura delle dermatosi, acne e dermatite seborroica. Le sue foglie sono cicatrizzanti: si applicano schiacciate sulle piaghe e sulle eruzioni cutanee in genere. La bardana aiuta anche in caso di dolori artitici alle articolazioni. In fitoterapia la Bardana è utilizzata per le sue proprietà ipoglicemizzanti, drenante, ipocolesterolemizzante, e depurativa in generale, favorendo l’eliminazione delle tossine dall’organismo.
Perciò trova il suo impiego:
  • Cure depurative del fegato
  • Acne
  • Dermatiti
  • Eczemi
  • Leggero lassativo
  • Antireumatico
  • Diabete e Iperglicemia
  • Diuretico

Controindicazioni della bardana

Non esistono particolari effetti collaterali o controindicazioni per l'assunzione della bardana. In caso di allergia alle piante della famiglia delle asteraceae, potrebbero verificarsi episodi allergici appunto. Le uniche interazioni note sono con i farmaci ipoglicemizzanti.
Per ulteriori informazioni, ti aspetto in Via Garibaldi, 91 ad Alberobello (BA) presso #erboristeriacantoro