lunedì 9 gennaio 2017

Olio del Re prodotto da Zuccari.

®Dalla tradizione Aromotecnica® di ZUCCARI, una speciale linea a base di oli essenziali 100% puri, naturali e attivi appositamente scelti perché in grado di aiutare tutta la famiglia a ritrovare equilibrio e benessere.
Alla nostra nascita la respirazione è rotonda, (ossia senza interruzioni),ma durante il processo di crescita le problematiche quotidiane possono spezzarne il ritmo causando una minore ossigenazione che influisce sul benessere psico-fisico e su tutte le funzioni vitali. È proprio attraverso la respirazione infatti che il nostro corpo ci segnala disagi di natura fisica (malanni di stagione, allergie) o psicosomatica (quando ci troviamo in situazioni ansiogene, la prima cosa che ci manca è il respiro).

Gli oli essenziali contenuti nei prodotti della Linea Olio del Re® rappresentano un bouquet aromaterapico in grado di favorire il benessere. I singoli elementi sono stati selezionati accuratamente e successivamente estratti dalle piante mediante una delicata corrente di vapore per mantenere inalterati i principi attivi.
La formula originale di Olio del Re® GOCCE PURE, tanto amata dai consumatori, è una purezza naturale di Menta arvense, Mirra, Cajeput, Incenso e Pino silvestre. Questa è alla base dei nuovi prodotti che vanno ad arricchire la linea, ciascuno di loro caratterizzato da attivi specifici.
La linea offre un sollievo immediato: grazie alla sinergia dei prodotti della linea è possibile ritrovare nella quotidianità equilibrio e benessere, mitigando gli effetti dello stress e vivendo in un’atmosfera più serena grazie all’aromaterapia.
Zuccari Olio del Re Dolored Balsamo Testa 25 ml, a base di principi attivi naturali, genera una piacevole sensazione di freschezza aprendo il respiro. La sua texture di facile assorbimento favorisce il massaggio e la penetrazione degli attivi proprio dove serve.

Dolored Balsamo Testa è utile in caso di:
•Tensioni alla testa
•Stress
•Affaticamento
•Indolenzimento alla base del collo
•Sensazione di poca lucidità
•Stanchezza
•Malanni Stagionali

I principi attivi principali, che favoriscono la distensione e il benessere delle zone contratte o indolenzite, sono:

Arnica , Artiglio del Diavolo, Yucca, Estratto di Salice. Oli essenziali di Menta Arvense, Pino Silvestre, Cajeput, Mirra, Niaouli, Incenso.
Uso
Massaggia una piccola quantità di prodotto con movimenti circolari, fino a completo assorbimento sulle tempie. Con indice e medio distribuire il prodotto sulla fronte, dal centro verso l’esterno. Ripetere lo stesso movimento sulle guance, dalla base del naso verso l’esterno. Massaggiare quel che resta sulla nuca. Ripetere più volte al giorno in base alle proprio esigenze.

Privo di petrolati, oli minerali e profumazioni di sintesi.
Zuccari Olio Del Re DoloRed Unguento Corpo 100ml 

Massaggio corpo, schiena e gambe

L'unguento corpo della linea DoloRed nasce dalla sensazione di attivi naturali, combinati con sofisticate tecniche di produzione in una texture di facile assorbimento

La sua formula priva di petrolati, oli minerali e profumazioni di sintesi è infusa in una texture che genera un piacevole calore e favorisce il massaggio, con conseguente penetrazione degli attivi nell'area di specifico interesse

Dall'esperienza olio del re, la tua scelta naturale per ritrovare il sollievo e la libertà con un piacevole massaggio sulle zone più sollecitate dal movimento. L'unguento corpo è ideale per ottenere un rilassante effetto caldo

Cosmetico per uso esterno. Non utilizzare su cute lesa o irritata

Modo d'uso: Preleva un'idonea quantità di prodotto, massaggia con movimenti circolari per favorire il riscaldamento degli oli essenziali permettendo la penetrazione degli attivi, continua a massaggiare fino a completo assorbimento

In caso si voglia velocizzare il processo di riscaldamento può essere utile coprire la parte con una fasciatura idonea

sabato 7 gennaio 2017

La propoli: un derivato dell'alveare.

La propoli è una sostanza resinosa che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante. Si tratta quindi di una sostanza di origine prettamente vegetale anche se le api, dopo il raccolto, la elaborano con aggiunta di cera, polline ed enzimi prodotti dal loro stesso organismo. Il colore può variare moltissimo nelle tonalità del giallo, rosso, marrone e nero. L'odore è fortemente aromatico
Le proprietà terapeutiche
Purtroppo non tutti i flavonoidi presenti nella propoli esplicano un'attività batterica evidente. Mentre la galangina e la pinocembrina inibiscono anche a basse concentrazioni la crescita di numerosi microorganismi altri flavonoidi risultano essere biologicamente meno attivi.
In conclusione si può affermare che i preparati a base di propoli se impiegati alle giuste concentrazioni presentano le seguenti proprietà.
Proprietà batteriostatiche e battericide
Numerose sperimentazioni  hanno dimostrato sia in vivo che in vitro la capacità della propoli in soluzione alcoolica alla concentrazione dal 10 al 20% di inibire lo sviluppo di vari ceppi batterici Gram positivi (Escherichia coli, Proteus vulgaris, Mycocter¡um tubercolosis, Bacillus alvei, B. alvei, B. larvae, B. subtilis e numerose salmonelle ). Tali proprietà possono essere più o meno evidenti a seconda della presenza nella resina di acido benzoico, acido ferulico, galangina e pinocembrina le cui proprietà antibatteriche anche a basse concentrazioni sono da tempo note
Proprietà fungicide
I preparati a base di propoli sono risultati particolarmente attivi contro infezioni da Candida, saccaromiceti, tricofili, e microspori in grado di provocare numerose affezioni parassitarie (micosi) sull'uomo e gli animali. Tale azione sarebbe dovuta  alla presenza di acido caffeico, pinocembrina, pinobaucsina e benzii-p-cumarolo. Inoltre svolge azione fungicida anche nei riguardi di alcuni funghi che attaccano il mondo vegetale.
Proprietà antivirali 
La propoli svolge un'azione di inibizione nei confronti di alcuni tipi di herpes, il corona virus e circa 10 tipi di infezioni virali. Tale proprietà sarebbe dovuta essenzialmente alla sua frazione idrosolubile.
 
Proprietà cicatrizzanti
Da sempre la propoli è stata impiegata sotto forma di unguento come cicatrizzante grazie alla notevole capacità di stimolo della rigenerazione dei tessuti in caso di ferite e piaghe.
 
Proprietà immunostimolanti 
L'impiego della propoli potenzierebbe l'azione dei vaccini (come quelli contro il tifo e paratifo) come evidenziato da numerosi studi effettuati sui vitelli.
Proprietà vasoprotettiva
Sempre grazie aviazione dei flavonoidi che costituiscono il cosiddetto 'fattore P' la propoli svolgerebbe un'azione di prevenzione della permeabilità e fragilità capillare.
Proprietà antiossidanti e antiirrancidenti 
La presenza di fenoli consentirebbe l'impiego della propoli anche nella conservazione dei grassi e degli alimenti in genere in sostituzione degli additivi chimici.
Oltre a queste proprietà la propoli assunta per via interna migliorerebbe la secrezione dei succhi gastrici, è diuretica, favorisce l'assimilazione della vitamina C, funge da antisenile per l'effetto antiossidante e attivante dei complessi enzimatici.
Attualmente il suo maggior impiego rimane comunque quello esterno come disinfettante, cicatrizzante e lenitivo, attraverso soluzioni, unguenti e pomate. L'uso interno è ancora limitato al livello sperimentale anche a causa delle maggiori implicazioni e della difficoltà di utilizzare preparati titolati.


Controindicazioni
Fino ad oggi non è stata registrata nessuna significativa controindicazione nell'uso della propoli ad eccezione di alcuni casi di Ipersensibilità e di sensibilizzazione manifestatesi in soggetti tendenzialmente allergici, manifestazioni messe in relazione all'abbondante presenta di allergeni nelle resine delle piante da cui le api traggono la propoli.


giovedì 5 gennaio 2017

Oro, Incenso e Mirra: i doni dell'Epifania.

Oro, incenso e mirra sono i tre doni dei Magi al Bambino Gesù. Sono tre doni dal significato simbolico (oro per la regalità del Bambino nato; incenso a ricordare la sua divinità; mirra, usata per la mummificazione, per parlarci del sacrificio e della morte dell’uomo Gesù), ma sono anche tre rimedi medicamentosi.
 
INCENSO - L’incenso, conosciuto soprattutto per il suo uso durante le cerimonie religiose e funebri, viene estratto dalla Boswellia, pianta dell'antica medicina ayurvedica. Diverse ricerche (fondamentale quella di Edzard Ernst, pubblicata sul British Medical Journal nel 2008) ci hanno confermato la presenza in questa resina di numerose sostanze chimiche dotate di attività antinfiammatoria. La Boswellia si utilizza ormai da molti anni, ottenendo buoni benefici, nei pazienti con colite ulcerosa, Crohn o altre malattie croniche a carico dei bronchi come delle articolazioni. È ben tollerata e consente anche di ridurre il consumo di farmaci.
 
MIRRA - La mirra tra i doni dei Magi è forse la sostanza più misteriosa, molti neppure sanno cosa sia. Si tratta di una resina ricavata da una pianta tipica di penisola arabica, Mesopotamia e India (le stesse zone dove è d’altronde presente anche la Boswellia). Nell’antichità si usava soprattutto per aromatizzare e conservare le mummie. Il primo lavoro scientifico italiano sulla mirra è stato pubblicato 15 anni fa, su Nature, da Piero Dolora e dai suoi collaboratori del Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Firenze, che hanno ben studiato il meccanismo di azione di alcune sostanze chimiche, presenti in questa resina, sui recettori per gli oppioidi, spiegandone così le capacità analgesiche. L'uso tradizionale, confermato da prove cliniche più recenti, ci consente di sfruttarne pienamente non solo le proprietà analgesiche, ma anche le capacità antinfiammatorie e antisettiche - provate da altri studi scientifici - che si rivelano particolarmente utili nella cura di gengiviti, afte, peridontopatie e nella terapia di ferite e ulcerazioni cutanee. In Arabia Saudita la mirra viene ancora oggi utilizzata per la cura e la protezione del piede diabetico. Ma mirra e incenso sono stati utilizzati fin dall'antichità come rimedi curativi non solo da singolarmente, ma anche insieme. Il «Balsamo di Gerusalemme», che per la sua attività antinfiammatoria è entrato a far parte di molte recenti farmacopee, è stato formulato, proprio grazie a queste due resine, nel 1719 nella farmacia del monastero di San Salvatore, nella città vecchia di Gerusalemme.
 
ORO - E l’oro? Se si fosse trattato veramente del prezioso metallo potremmo limitarci a dire che l'oro ha avuto un posto di rilievo nella recente storia della medicina, per la terapia di fondo dell'artrite reumatoide. Ma, invece che di oro, poteva trattarsi della preziosissima polvere di Curcuma, color oro appunto, proveniente sempre dall’Oriente, pregiata sia in cucina, sia nella medicina. Oggi sappiamo che la Curcuma è preziosa perché contiene sostanze antiossidanti particolarmente attive contro i fenomeni infiammatori cronici e nelle varie tappe della trasformazione cancerosa delle cellule. Usata nella pratica clinica su pazienti affetti da psoriasi e da infiammazioni croniche intestinali o reumatiche, la Curcuma suscita sempre maggior interesse tra i ricercatori perché si è visto che può migliorare la risposta di alcuni tumori ai farmaci chemioterapici. Un esempio, tra i tanti, che ci consente oggi di parlare di medicina integrata, piuttosto che di medicina alternativa.
 
Grazie a Fabio Firenzuoli Direttore Centro di Medicina Integrativa ospedale Careggi, Università di Firenze


mercoledì 4 gennaio 2017

Alitosi: cause e rimedi.

L'alito cattivo (alitosi) è un problema piuttosto comune. L'alitosi è una condizione in cui l'alito che fuoriesce dal cavo orale è caratterizzato da odore sgradevole. Ciò può causare imbarazzo, difficoltà nella vita di relazione e, ad alcune persone, problemi psicologici anche gravi.
 
In condizioni normali l'odore del cavo orale può registrare delle variazioni nella sua intensità e tipologia in funzione di alcune variabili quali l'età, il sesso, le abitudini alimentari, l'orario della giornata.
 
L'emissione di odore sgradevole dal respiro (generalmente dalla bocca ma a volte anche dal naso) al risveglio, così come dopo un pranzo o una cena particolarmente "saporiti" è una cosa normale e non necessita di particolari accorgimenti. Infatti, durante la notte, quando la produzione di saliva diminuisce e i movimenti della bocca sono molto limitati, il processo di decomposizione batterica, principale responsabile dell'alitosi, è ulteriormente potenziato.
 
Anche un pasto particolarmente abbondante oppure a base di alimenti come aglio o cipolla facilmente provoca alitosi: questi alimenti sono ricchi di composti volatili dello zolfo che vengono eliminati attraverso le vie respiratorie.
 
In altri casi, l'alitosi può essere dovuta a periodi prolungati di digiuno: questa condizione riduce anche la produzione di saliva, un importante meccanismo di autodetersione della bocca.
 
Se tuttavia l'alito cattivo è persistente e continuo le cause potrebbero essere diverse (dentali e/o gengivali, digestive o respiratorie).
 
Quali sono le cause?  
 
La causa principale dell'alitosi è una scarsa (o inappropriata) igiene orale, che comporta la formazione della placca batterica, composta da milioni di batteri che proliferano sulla lingua e sui denti. I batteri reagiscono con i residui di cibo e, attraverso una reazione chimica di decomposizione, liberano gas (solfuri) che conferiscono un caratteristico odore di zolfo all'alito.
 
La placca batterica, inoltre, col tempo si trasforma in tartaro, a sua volta responsabile di infezioni del cavo orale, come parodontiti e gengiviti a loro volta causa di alitosi.
 
Altri fattori che possono contribuire all'insorgenza di alitosi sono il tabagismo (sigarette, pipa, sigaro, tabacco da fiuto o da masticare) e l'assunzione di determinati farmaci, fra cui alcuni antidepressivi, antistaminici, antipertensivi, diuretici, ansiolitici poiché possono ridurre la produzione di saliva.
 
Più raramente, l'alitosi può essere provocata da disturbi che interessano l'apparato digerente (gastrite, dispepsia, reflusso gastro-esofageo, ernia iatale) o l'apparato respiratorio (sinusite, rinite cronica, tonsillite). In tutti questi casi è necessario consultare il proprio medico.
 
 
Quali sono i rimedi?   
 
Una scrupolosa igiene del cavo orale è il primo intervento per combattere l'alitosi: utilizzare il filo interdentale almeno una volta al giorno e spazzolare accuratamente i denti dopo ogni pasto.
 
E' importante dedicare qualche minuto anche alla pulizia della lingua, soprattutto a livello del terzo posteriore, dove la proliferazione batterica è maggiore e dove è più difficile la rimozione naturale della placca per la presenza del palato molle. Per questa operazione può essere utilizzato un normale spazzolino a setole morbide oppure particolari raschietti che permettono l'asportazione meccanica della placca (es. puliscilingua).
 
Se non è possibile lavare i denti dopo il pasto, almeno sciacquare la bocca e masticare un chewing-gum senza zucchero, che aiuta ad asportare gli eventuali frammenti di cibo in superficie e dagli spazi interdentali.
 
L'impiego regolare di collutori a base di sostanze ad azione antisettica (es. alla mirra o alla propoli), facendo gargarismi per almeno 30 secondi, consente di migliorare la situazione, anche se l'effetto è piuttosto breve (qualche ora al massimo), con un'alta variabilità da persona a persona.
 
Cercare di limitare il consumo di cibi noti per essere in grado di provocare alitosi come cipolle, aglio, certe spezie, peperoni, carni affumicate, alcuni pesci, alcuni formaggi e bevande come caffè, birra, vino e alcolici.
 
Chi ha problemi di secchezza della bocca (xerostomia), qualora le cause non possano essere rimosse, può trovare giovamento bere più spesso.
 
E' consigliabile eliminare o ridurre il consumo di tabacco.
 
Per i portatori di protesi fisse (o ponti) e apparecchi ortodontici, ecc. può essere utile l'impiego di irrigatori orali, particolari apparecchiature che, grazie ad un getto d'acqua, permettono la pulizia degli spazi interdentali difficilmente raggiungibili.


martedì 3 gennaio 2017

Cardamomo e digestione

Il CARDAMOMO è una pianta originaria dell’India dove viene largamente utilizzata per preparare una composizione di spezie chiamata Curry (da non confondere con la pianta di curry) dalle straordinarie proprietà curative per l’apparato digerente.
Oltre ad essere un ottimo ingrediente in cucina per aromatizzare i piatti, con il cardamomo si prepara un olio (l’olio essenziale di cardamomo) che viene utilizzato in caso di mal di stomaco. E’ sufficiente mescolare 1 cucchiaino di olio di mandorle dolci con 4 o 5 gocce di olio essenziale per ottenere un unguento che spalmato e massaggiato all’altezza dello stomaco, regala immediato beneficio in caso di dolore. Dopo il massaggio applicare un panno caldo sulla parte.
In cucina i semi di cardamomo vengono aggiunti alla pentola dove vengono fatti cuocere broccoli, cavoli, verze, cavolini di bruxelles per attenuare il fastidioso effetto di gonfiore che questi cibi causano dopo averli mangiati.
Il cardamomo viene usato come infuso contro la tosse e come antidepressivo, risolve i problemi del metabolismo lento e aiuta a smaltire i grassi in eccesso.
Lo si trova in semi ma nella sua terra di origine vengono venduti i baccelli al cui interno i semi si conservano meglio.
In Iran e in India il cardamomo è usato per curare l’infezione ai denti e alle gengive, le congestioni ai polmoni, le infiammazione delle palpebre e contro i calcoli biliari.
Ne esiste una varietà nera che nella medicina tradizionale tibetana cura non solo il mal di stomaco ma anche la stitichezza e la dissenteria.
Uniche controindicazioni: non usare se si è affetti da calcoli alla colecisti, patologie alla cistifellea e se si è particolarmente sensibili visto che ha un effetto stimolante.
Il Cardamomo, la terza spezia più cara al mondo dopo zafferano e vaniglia, era conosciuto in tutto l’oriente, prevalentemente in Iran e India, per i suoi poteri afrodisiaci e per le sue indiscusse doti gastronomiche molto apprezzate anche in Scandinavia, dove è utilizzato nei dolci e per aromatizzare il vino e i punch.
Chai
Una piccola ricetta per accogliere gli ospiti, sia in inverno sia in estate, per meditare da soli con un buon libro, per passare un pomeriggio di chiacchiere o, secondo la tradizione, per "incantare" il principe o la principessa dei nostri sogni: ecco come preparare il Chai, il tè indiano più famoso al mondo.
Ingredienti per due persone: due tazze di latte, una tazza di acqua, tè nero, 3 o 4 baccelli di cardamomo, mezza stecca di cannella, zenzero fresco, q.b, qualche seme di anice, chiodi di garofano (pochi), zucchero ( possibilmente scuro)
 
Preparazione: mettere in un pentolino l’acqua, il cardamomo (si mette il baccello leggermente aperto), lo zenzero e tutte le altre spezie e dopo un paio di minuti aggiungere il tè (la dose dipende dalla tipologia di tè, ma in media un paio di cucchiaini) – quando inizia a sobbollire aggiungere il latte e lo zucchero, quanto basta, ma senza ristrettezze – far sobbollire per15 min. circa e servire.


lunedì 2 gennaio 2017

Afonia: ... e la voce se ne va.

Afonia: un colpo d'aria, l'uso eccessivo delle corde vocali, una laringite ... e la voce se ne va.
A molti capita almeno una volta all’anno di restare con un filo di voce, o addirittura del tutto afoni. Le categorie di persone maggiormente colpite dall’afonia è quella degli insegnanti, ma non ne sono indenni i cantanti, gli avvocati e tutti coloro che usano molto la voce, vuoi per la professione oppure semplicemente perché chiacchierano parecchio. In ogni caso dover ricorrere ai gesti o a carta e penna per poter comunicare è una delle sensazioni di maggiore impotenza che si possa sperimentare. Prevedere quando la voce tornerà a farsi sentire è assai difficile. A volte la mancanza della voce si protrae per settimane, soprattutto se la stagione è particolarmente fredda e se i colpi d’aria sono all’ordine del giorno.
L’abbassamento o scomparsa totale della voce è causata, in genere, da una laringite, e cioè dall’infiammazione dell’organo che ci permette di emettere dei suoni, la laringe. Questa infiammazione, che spesso tende a diventare cronica, provoca raucedine e modificazioni della voce. Il freddo, il parlare a lungo, il cantare, sono tutti fattori che possono peggiorare questo fastidioso problema. Quando l’afonia o la raucedine sono ripetute e persistenti, una volta escluse patologie più gravi come noduli alle corde vocali, polipi e problemi alla tiroide, è possibile che la causa del problema sia da ricercare in un difetto di fonazione. In questo caso si dovrebbe consultare un esperto di ortofonia, il quale può insegnare al paziente tecniche per parlare senza affaticare la laringe.
La medicina naturale offre un ottimo rimedio per curare l’infiammazione della laringe: l’erisimo. Si tratta di un’erba appartenente alla famiglia delle brassicaceae (la stessa dei broccoli e del cavolo), che per la sua sorprendente virtù di restituire la voce viene detta l’erba dei cantanti. Questa pianta, molto utilizzata nella medicina popolare dei Paesi anglosassoni, è ricca di un olio essenziale di composti solforati, che le conferiscono il caratteristico odore di zolfo. E’ antinfiammatoria, antitussiva ed emolliente, risulta molto utile nel trattamento di raucedini e afonie in quelle persone che, usando parecchio la voce, presentano secchezza, dolore e forte infiammazione alla laringe.
La pianta di erisimo dovrebbe essere consumata fresca in tisana, perché l’essiccazione degrada buona parte dei suoi principi attivi. Per questa ragione e anche per il fatto che l’odore che ha non è molto gradevole,è preferibile utilizzare la tintura madre, ossia l’estratto idroalcolico da pianta fresca. Occorre assumerne 30 gocce, 3 volte al giorno, sciolte in un po’ d’acqua o in un cucchiaio di miele. A questi dosaggi l’erisimo non dà effetti collaterali e non è tossico. Per le proprietà mucolitiche ed espettoranti che ha, la pianta rientra anche nella formulazione di sciroppi e colluttori per la cura di affezioni bronchiali acute e benigne delle tracheiti, oltre che come sintomatico nella tosse dei fumatori. Il suo nome deriva dal greco “Eruo” io salvo e “Oimos” il canto.

venerdì 23 dicembre 2016

La riflessologia dell’orecchio : auricoloterapia.

La riflessologia dell’orecchio : auricoloterapia. Si tratta di una terapia molto efficace contro svariati disturbi. Questa metodologia, di origini orientali, divulgata in occidente da dottor Paul Nogier, ha funzioni diagnostiche e curative.
Riconosciuta già nel 1987 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che unì la Scuola Francese e quella Cinese e nel 1991 ne standardizzò le mappe, ulteriormente avvalorata da molte ricerche scientifiche, il trattamento con auricoloterapia viene utilizzato con successo per diversi disturbi: dall’asma all’ipertensione, dalle lombosciatalgie alle infiammazioni del trigemino, dalla cefalea alla dismenorrea, dalla stipsi al dimagrimento, dall’abbandono del vizio del fumo alla correzione della postura.
Il principio di funzionamento è quello dell’Agopuntura e della reflessologia e si basa sul concetto che esistono una serie di punti e di aree che sono collegati reflessologicamente a organi ed apparati molto distanti tra loro. La stimolazione di una zona particolare stimola o rilassa le aree ed organi corrispondenti. Così è possibile raggiungere qualsiasi organo interno, e curare l'organismo attraverso la stimolazione di punti reflessologicamente attivi situati sul padiglione auricolare per mezzo di un ago o dell'elettrostimolazione.
In auricoloterapia, la stimolazione avrebbe una azione diretta sulla "Energia Vitale", sbloccando gli ingorghi energetici e riequilibrando la distribuzione dell’energia.
Quali sono i metodi di trattamento dei punti auricolari?
Il metodo più classico e diffuso per il trattamento dei punti auricolari è l’agopuntura: si utilizzano aghi filiformi (tenuti infissi per alcuni minuti) oppure aghi a dimora (tenuti in sede per alcuni giorni): si tratta di una metodica di stretta pertinenza medica.
Anche la moxibustione può essere utile in patologie specifiche: i punti, ad esempio, possono essere scaldati con un bastoncino d’incenso. Talvolta invece si usa far sanguinare dopo aver punto con una lancetta.
Esistono in realtà altre metodiche meno invasive, che si possono considerare a tutti gli effetti nelle competenze di un naturopata:
  • Massaggio: è molto comodo utilizzarlo come autotrattamento oppure sui bambini. Si può trattare tutto l’orecchio, pinzettando lungo il percorso delle sue strutture anatomiche con pollice e indice contrapposti oppure premendo semplicemente con la punta dell’indice.
  • Pressione: si possono premere delicatamente i punti con opportuni stiletti con l’estremità arrotondata (ce ne sono anche dotati di molla per ottenere un maggior controllo sulla pressione). Con la pressione si può valutare la sensibilità dei diversi punti, quelli più sensibili o dolorosi saranno da trattare con maggior cura e costanza.
  • Applicazione di cerotti con seme di vaccaria: si utilizzano questi piccoli semi che vengono applicati ai punti e tenuti in sede alcuni giorni, avendo cura di premerli più volte al giorno (secondo i casi). L’applicazione di semi di vaccaria è assolutamente sicura, essi non provocano mai reazioni avverse (allegie, ulcerazioni): talvolta però un punto stimolato può risultare molto doloroso, nel caso non si riuscisse a sopportare a lungo questo dolore si può tranquillamente togliere il seme staccando il cerotto.
  • Laser: si punta un raggio laser su punti o aree.
  • Elettrostimolazione: si utilizzano dei puntali collegati a un circuito elettrico per stimolare i punti, si percepisce una lieve scarica di corrente a bassa intensità, in genere ben tollerata.
  • Applicazione di microsfere magnetiche (placcate in oro o argento): sono un’alternativa più efficace rispetto ai semi di vaccaria poiché agiscono in modo continuo senza dover essere manipolate.